Lezioni on line

C’erano scuole già pronte e altre che son corse ai ripari. Qualcuna lo ha fatto forse  sfoggiando con aria di superiorità la propria organizzazione e strizzando un po’ l’occhio alla propria utenza quasi a dire “siamo i migliori ”. Chi non era ancora perfettamente pronto è comunque riuscito, nella maggior parte dei casi, ad organizzarsi  assicurando ai propri allievi la possibilità di tenersi al corrente attraverso lezioni  o compiti on  line. Come sempre avviene, accanto a  voci entusiastiche si sono levate anche quelle decisamente contrarie.Risultato immagini per immagini videolezioni

La preoccupazione, ad esempio,  che questa divenga l’occasione ottimale per sdoganare e amplificare definitivamente l’uso della tecnologia a scuola  impoverendola nelle relazioni   e nella  pedagogia. Il rischio è quello di   arrivare  ad una più aggressiva  generalizzazione dell’uso delle lezioni on line perdendo ciò che della scuola rappresenta il punto più alto: il rapporto educativo  e affettivo indispensabile a generare un sapere critico  e creativo. E’ vero, inoltre,  che tenere lezioni virtuali con l’unico scopo di recuperare  quel che si può del programma non può essere lo scopo principale delle stesse. Alcune scuole organizzano lezioni online per cinque ore consecutive senza neppure il tempo per un breve intervallo……una esagerazione e un controsenso.  Come ha ben detto qualcuno la lezione di vita che i ragazzi stanno vivendo ora, supera di importanza qualunque insegnamento teorico che si voglia recuperare.

Detto questo però pensiamo che la tecnologia messa al servizio della pedagogia  possa ingenerare un effetto virtuoso. In questi giorni assieme ai limiti ne vediamo anche le possibilità: studenti isolati in casa che riescono a tenere contatti con  compagni e  insegnanti e in qualche modo a rendere produttivi i lunghi tempi vuoti, a confrontarsi con gli altri , a scambiarsi riflessioni .

Non sarebbe saggio rinunciare ideologicamente  ad una tecnologia  che ci aiuta nella   criticità. La tecnologia non va demonizzata ma va invece controllata e regolata sui bisogni delle persone: occorre vigilare che questo accada.

Riprenderemo presto, ce lo auguriamo,  la  vita scolastica ordinaria che tante volte critichiamo  e che ora rimpiangiamo,  fatta di buono e di cattivo ma che in fondo amiamo per la presenza e il  contatto  dei nostri ragazzi : non c’è niente che possa sostituire un sapere che scaturisca da una vita di classe , trasmesso con una mano sulla spalla e l’altra, a volte,  nei capelli.

Stiamo andando tutti a scuola

La lezione è di quelle toste che non si dimenticano. Il Covid lascerà il segno in tutti noi che abbiamo partecipato, per giorni e giorni alle sue lezioni; lezioni  non  ancora finite e che forse, si dice,  andranno scemando con l’esaurirsi dell’anno scolastico . Una classe globale  a scuola di vita , di scienza, di intelligenza . Cosa abbiamo imparato   da questo nuovo insegnante? A guardarci attorno e ad assistere alla confusione e allo smarrimento che circolano sembrerebbe  proprio ciò che diciamo di qualche nostro allievo : “ non è attento e apprende poco…”. Allora forse è meglio chiedersi che cosa potremmo aver imparato  quando saremo giunti finalmente  al termine della storia? La lezione sarà stata dura ma proficua.Professore, Università, Insegnamento

-Intanto avremo imparato che tutta la nostra Scienza non può nulla contro un microbo invisibile che prima di autospegnersi si sarà portato con se migliaia di vite umane. Una lezione di relativismo esistenziale non da poco.

Poi, che l’uomo nonostante tutta la sua intelligenza e potenza di homo sapiens sapiens, di fronte ad un nanometro di RNA  perde la propria sicurezza  , i suoi istinti primordiali possono riemergere prepotentemente arrivando  in alcuni casi ad  un ingiustificato “si salvi chi può”  di cui sono testimonianza i “saccheggi “ di supermercati e farmacie, nonché gli aumenti esponenziali di prezzo di alcuni prodotti percepiti come vitali. Abbiamo visto però che nei momenti difficili emergono anche i lati buoni delle persone, la solidarietà  e in certi casi l’eroismo. In un senso o nell’altro  una bella lezione di etica.

Forse impareremo , ma in questo qualche perplessità è legittima, a speculare meno dal punto di vista politico e della comunicazione. Le lezioni , giorno dopo giorno ci hanno insegnato, semmai non lo avessimo saputo, che il sistema del profitto non risparmia mai l’uomo, ha sempre qualcosa da guadagnare sulle sciagure umane che sia l’acquisto di visibilità politica o di audience mediatico . Un insegnamento di bene comune.

Così potremmo essere meglio preparati per una nuova calamità senza ricadere  nuovamente  nell’improvvisazione.  In fondo sarà stata una lezione dura, pagata a caro prezzo, ma , per chi ha voluto capirla , per chi è stato attento, una lezione di Gratuità.

Non solo valutazione

Dietro l’apparente passività di una scuola ufficiale che sembra non porsi molte domande pedagogiche esiste una molteplice varietà di realtà  facenti capo ad insegnanti e genitori  che brulica di idee  innovative e desiderio di cambiamento . Esse  comunicano perlopiù attraverso il passaparola on line ma hanno anche la capacità di confrontarsi in presenza attraverso momenti  di incontro auto organizzati.

In queste assemblee virtuali o reali  c’è un tema che tiene banco da un certo periodo, quello della valutazione, spina nel fianco non solo  degli studenti ma anche di molti insegnanti . Alla luce delle più moderne esperienze e proposte pedagogiche la valutazione numerica , adottata ancora in Italia come nella maggior parte delle nazioni europee e del mondo, sembra cedere progressivamente il passo all’idea di  modelli  dialogici, miranti alla valorizzazione piuttosto che alla misurazione del percorso didattico.

E’ ancora una minoranza quella degli insegnanti a cui piacerebbe adottarla e che in alcuni casi l’adottano di iniziativa propria, ma il fermento cresce, testimoniato ad esempio dall’iniziativa del tutto nuova del Movimento di Cooperazione Educativa che si è fatto portavoce della raccolta firme per l’abolizione del voto .

Il tema della valutazione è un tema importante perché dietro ad essa sta un modo diverso di concepire la persona dello studente e la stessa didattica. La valutazione che valorizza anziché misurare non giudica,  educe le capacità dell’allievo motivandolo intrinsecamente e non attraverso il premio-punizione, permette di relazionare insegnanti e bambini/ragazzi alla luce delle singole capacità attraverso un percorso personalizzato, toglie competizione aumentando la libertà di espressione di ognuno e l’integrazione nel gruppo. Detto tutto ciò crediamo che la valutazione non esprima la totalità dei cambiamenti necessari a questa scuola e che il dibattito vada allargato.

Altrettanto importanti e sinergici sarebbero ad esempio la contemporanea adozione di modalità didattiche attive e appassionanti che sostengano l’educere delle intelligenze ; l’educazione della democrazia e della responsabilità al bene comune attraverso percorsi sistematici di coinvolgimento degli allievi nella gestione educativa e didattica dei gruppi classe e della propria scuola.  Altrettanto importante e sinergico sarebbe  creare strumenti efficaci di cooperazione e scambio tra insegnanti e tra insegnanti e famiglie negli organi collegiali senza i quali è oggettivamente improbabile un cambiamento nella stessa valutazione . Strumenti che allo stato attuale in parte non esistono o non si usano e che nel dibattito in corso non sembrano porsi come meta fondamentale e urgente da realizzare.

Una discussione che abbia come fine solo il superamento del voto appare incompleta, seppure comprensibile e importante. Occorre  pensare la scuola nel suo complesso altrimenti si rischia di innovare una cosa ma di dover poi tornare indietro nel tempo perché quella cosa non riesce ad integrarsi e funzionare nella globalità di un corpus antiquato e inadatto, come già successo in passato proprio per la valutazione. E’ un po’ la parabola della pezza nuova sul vestito vecchio. La Scuola del Gratuito, che è stata una delle prime realtà a sperimentare la valutazione dialogica senza voto, da sempre offre una proposta articolata in cui i vari fattori di cambiamento dialogano tra loro  e si armonizzano ( : Proposta di modifica del sistema scolastico nazionale). Crediamo che non ci sia una scorciatoia  al cambiamento della scuola e che occorra procedere insieme per passi ma con uno sguardo globale. Non sarà l’introduzione di alcune metodologie a rinnovarla realmente ma solo un diverso modo di pensare la stessa come luogo di relazione e di gratuità .


Cos’è la scuola del gratuito

La “scuola del gratuito” è un progetto pedagogico che si pone come obiettivo un’educazione capace di liberare la scuola e la società dai disastrosi condizionamenti della cultura del “profitto”. leggi tutto

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