Pillole di Pedagogia

Nelle società moderne la quasi totalità delle scuole è centrata su alcuni cardini: l’apprendimento cognitivo, lo studio mnemonico, l’interrogazione-interrogatorio. Nella stragrande maggioranza dei casi l’apprendimento nelle nostre scuole è quindi faccenda di memoria e di logica.

Ogni persona può esprimere innumerevoli linguaggi e intelligenze. Ci vengono in aiuto le riflessioni pedagogiche sui cento linguaggi di Loris Malaguzzi, quelle sulle intelligenze di Howard Gardner, le riflessioni di Edgrad Morin, le esperienze didattiche di Mario Lodi e del Movimento di Cooperazione Educativa.

Ma il mito del nostro tempo rimane l’intelligenza logico-matematica, il cui funzionamento è noto e soprattutto controllabile da parte degli insegnanti attraverso le famose prove oggettive o le interrogazioni-interrogatorio. E’ così che la scuola è divenuta un obbligo da sopportare.

La scuola, che non dovrebbe andare mai oltre un tempo della durata di 24 ore settimanali, potrebbe, invece, essere una giusta miscela di piacere, impegno e competenze. Ritengo perciò che un qualsiasi apprendimento per essere significativo debba passare attraverso tre esperienze:

  1. Il gioco ( il piacere) che è lo strumento ideale per apprendere e rispettare le regole e per maturare nelle relazioni sociali;
  2. Lo studio (l’impegno) che è prevalentemente lo scrivere, il leggere e il far di conto. Cioè le componenti culturali della simbolizzazione e della comunicazione;
  3. Il lavoro manuale (le competenze) che è la maniera per educare il corpo all’uso di tutti i sensi e per imparare a vivere nel mondo con responsabilità. Tutti i giorni c’è da spazzare, pulire, preparare le merende o il pranzo, fare acquisti, accudire il cortile, coltivare l’orto scolastico. Perché non farlo con gli studenti stessi?

( tratto da: La Pedagogia della lumaca – Gianfranco Zavalloni)

Si riapre

E’ ora di tornare in aula per un nuovo anno scolastico. Che scuola aspetta le  famiglie, gli insegnanti e soprattutto i nostri ragazzi ? A due anni dall’inizio della pandemia le preoccupazioni sono ancora rivolte alla sicurezza, alle disposizioni per il distanziamento, i trasporti, le vaccinazioni, i green pass; ma ormai da tempo non si parla più davvero della scuola, del suo potenziale educativo, della sua importanza per gli individui e per la società.

Il rischio è quello di concentrare tutti gli sforzi per mantenerla in vita; stiamo praticando alla scuola la rianimazione cardiopolmonare e non pensiamo più di farla correre e giocare su prati fioriti, di farle respirare aria buona, di nutrirla con alimenti sostanziosi. Un gravissimo rischio che porterà ad accontentarci che la scuola ci sia, non importa come , ma che ci sia, a confidare tutto sulla resilienza degli insegnanti ormai stremati e carichi di pesantissime responsabilità, impossibilitati a farla vivere, impegnati solo a farla sopravvivere.

Non si può trattare la scuola così per così tanto tempo: occorre riaprire con uno sguardo nuovo. Lo abbiamo già espresso più volte e lo ripetiamo ancora: il virus è stato ed è una  occasione per cambiare; una scuola libera di uscire dalle aule è, soprattutto ora, una scuola più sicura; più bella, appassionante, più utile, più vera ma anche più sicura.

La Scuola del Gratuito sta cercando di impegnarsi in questo ma ha bisogno del vostro sostegno, di insegnanti e genitori che non si arrendano alle logiche  politiche ma che perseguano la battaglia educativa a loro propria; insegnanti e genitori che si trovino a riflettere insieme su come cogliere l’opportunità del cambiamento per creare una scuola nuova. Siamo tutti frastornati e confusi ma occorre iniziare a costituire una rete per far partire proposte dal basso.

La Scuola del Gratuito mette a disposizione le proprie esperienze per iniziare insieme un nuovo cammino. Presto vi faremo conoscere le nostre iniziative. Fateci sentire il vostro appoggio, siamo una piccola realtà ma siete in tanti a seguirci. Rimbocchiamoci le maniche con coraggio. Solo insieme potremo trasformare la crisi attuale in una occasione di rinascita.

Pillole di Pedagogia

E’ l’aspetto più sconcertante della vostra scuola: vive fine a se stessa. Giorno per giorno studiano per il registro, per la pagella, per il diploma. E intanto si distraggono dalle cose belle che studiano. Lingue, storia, scienze, tutto diventa voto e null’altro. Dietro a quei fogli di carta c’è solo l’interesse individuale. Il diploma è quattrini. Nessuno di voi lo dice.

Tempo di Libri 2017, il Papa dalla parte di don Milani «Era ferito, amava  la Chiesa» - Corriere.it

Ma stringi stringi il succo è quello. Per studiare volentieri nelle vostre scuole bisognerebbe essere già arrivisti a 12 anni. (…………)

Un Preside entra in classe e dice: “Il provveditore ha concesso vacanza anche il 3 Novembre”. Sente un urlo di gioia e ne sorride compiaciuto, l’imbecille! Avete presentato la scuola come un male e dovevano riuscire ad amarla i ragazzi? (………)

Ci sono poi migliaia di professori che fanno ripetizioni a chi li paga. Invece di rimuovere gli ostacoli, lavorano a aumentare le differenze. La mattina sono pagati da noi per fare scuola eguale a tutti. La sera prendono denaro dai più ricchi per fare scuola diversa ai signorini. A giugno, a spese nostre, siedono in tribunale a giudicare le differenze.(……….)

Le maestre sono come i preti e le puttane. Si innamorano alla svelta delle creature. Se poi le perdono non hanno tempo di piangere….Io vi pagherei a cottimo. Un tanto per ragazzo che impara tutte le materie. O meglio multa per ogni ragazzo che non ne impara una. Allora l’occhio vi correrebbe sempre su Gianni. Cerchereste nel suo sguardo distratto l’intelligenza che Dio ci ha messa certo uguale agli altri. Lottereste per il bambino che ha più bisogno trascurando il più fortunato, come si fa in tutte le famiglie. Vi svegliereste la notte col pensiero fisso su  lui a cercare un modo nuovo di far scuola, tagliato su misura sua. Andreste a cercarlo a casa se non torna. Non vi dareste pace, perché la scuola che perde Gianni non è degna d’essere chiamata scuola.

( tratto da : Lettera ad una professoressa – Scuola di Barbiana, Don Lorenzo Milani)


Cos’è la scuola del gratuito

La “scuola del gratuito” è un progetto pedagogico che si pone come obiettivo un’educazione capace di liberare la scuola e la società dai disastrosi condizionamenti della cultura del “profitto”. leggi tutto

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