Il nostro progetto di scuola (5)

Non può esserci una scuola pedagogicamente attiva se non si forma una comunità educante nella quale gli insegnanti  possano trovare un aiuto per la loro azione in classe. Un insegnante solo è un insegnante demotivato che finisce per essere istruttore della propria materia . Un insegnante caricato di responsabilità finisce per demotivarsi  perché gli viene resa difficile ogni azione didattica ed educativa stimolante. Occorre rinnovare le equipes pedagogiche  finalizzandole alla gratuità educativa.

Strumenti per la formazione e la motivazione degli insegnanti

Gli insegnanti sono sempre stati, e lo sono ancora, il cuore propulsivo della scuola. Nonostante i tagli di mezzi e finanze essi sono riusciti a mantenere la scuola ad un livello accettabile spendendosi spesso gratuitamente anche in ruoli non propriamente specifici, sostituendo in parte famiglie e servizi assenti, sopperendo con proprie risorse alle mancanze dell’amministrazione , sopportando il peso di  una burocrazia sempre più invadente. Il rischio palpabile tuttavia è quello di una progressiva e lenta demotivazione generata dalla presa di coscienza dell’ indifferenza politica , condita a volte dal sapore della diffidenza, nel  fornire gli strumenti utili al proprio lavoro.Risultati immagini per immagini di equipe di insegnanti

Una nuova scuola, all’altezza di questa società complessa, non può fare a meno di insegnanti ben motivati a svolgere il loro lavoro formativo ed educativo. Non si intende qui alludere alla retribuzione che pure deve essere giusta e ben proporzionata ai carichi di lavoro e neppure alla tanto enfatizzata meritocrazia. Noi crediamo che la monetizzazione dello slancio educativo non migliori la motivazione degli insegnanti ma anzi la peggiori e la distrugga perché introduce uno stimolo individualistico in un ambiente, quello educativo, per sua natura non individualistico ma comunitario. Crediamo invece che la motivazione degli insegnanti possa crescere in misura della soddisfazione, del piacere di svolgere un ruolo nella crescita e nella  maturazione dei giovani, nel desiderio di migliorarsi professionalmente, nella realizzazione di una comunità educante che dialoga . Sulla base di quanto detto  indichiamo alcuni passi per noi necessari affinché ciò avvenga:

Creare la possibilità per gli insegnanti di svolgere ricerca di base in contatto e in collaborazione  con ambienti  accademici universitari secondo la metodologia della ricerca-azione. L’effetto motivante per gli stessi e la ricaduta didattica ed educativa sugli studenti è notevole:

  • Il contatto con l’ambiente della ricerca accademica è stimolante e migliora la professionalità.
  • Possibilità di pubblicazione e di scambio di esperienze tra insegnanti.
  • Flessibilità della didattica, capacità di adattarla a specifici gruppi classe e scuole.
  • Apertura delle classi ad esperienze diverse e promozione del lavoro di equipe tra insegnanti.
  • Osservazione e formazione reciproca degli stessi .
  • Il ritorno dei benefici in classe e il miglioramento della qualità del lavoro fa crescere il gusto di insegnare.
  • L’insegnante riesce ad autovalutare il proprio lavoro  su basi oggettive, scientifiche.

 

Corsi di formazione per gli insegnanti a spese dell’amministrazione e di alto livello , con dispensa dal servizio. Se l’insegnante svolge ricerca-azione può essere dispensato dal servizio come relatore in convegni o periodi di collaborazione con l’Università o altri enti di ricerca anche all’estero (periodi sabbatici), nei limiti che non nuocciano all’attività educativa e didattica in classe.

 

Prevedere in orario di servizio momenti settimanali di programmazione e scambio tra insegnanti allo stato attuale presenti solo a livello di scuola primaria ma necessari anche più nella scuola secondaria dove le problematiche legate alla crescita dei ragazzi possono acuirsi e creare nodi educativi da risolvere insieme contestualmente al loro nascere. Lo scopo è quello di passare da un insieme di insegnanti che si trovano a spiegare le proprie discipline in una stessa classe ad un’equipe pedagogica che cerca di costruire una comunità educante.

 

Alleggerire la responsabilità civile degli insegnanti sugli allievi particolarmente nel primo ciclo perché siano indotti a praticare  una didattica più attiva e interessante maggiormente basata sui laboratori, sul contatto con l’esterno, a creare un rapporto di fiducia e responsabilità con gli stessi e aiutarli a crescere più sicuri e autonomi. La “pedagogia dello  stai fermo e stai zitto”  non invoglia i ragazzi alla scuola e al sapere ma è l’unica, con le attuali norme, che permette agli insegnanti di tenere sotto controllo le classi riducendo il proprio rischio professionale.

 

 

 

 

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Il nostro progetto di scuola (4)

Eccoci alla quarta puntata del nostro Progetto di Scuola dedicata al rapporto importantissimo con le famiglie. Non ci può essere una Pedagogia del Gratuito senza la cooperazione con la famiglia perché questa è il luogo della Gratuità per eccellenza. I genitori  per gli insegnanti non rappresentano pertanto una utenza e  tanto meno un fastidio per l’azione didattica ma un punto di riferimento fondamentale per educare insieme in spirito di cooperazione .

  • Strumenti per la cooperazione educativa con le famiglie

I decreti delegati DPR 416 del 31/5/1974 rappresentano per la democrazia scolastica un punto di svolta ed un cardine essenziale. Per la prima volta nella storia della scuola italiana la partecipazione attiva delle famiglie al processo educativo scolastico diviene norma. Alla scuola viene riconosciuto “ il carattere di una comunità che interagisce con la più vasta comunità sociale e civica” (art.1). Vengono così istituiti il Consiglio scolastico distrettuale, quello provinciale, il Consiglio di Istituto, il Collegio dei docenti e il Consiglio di classe e interclasse.

Negli anni, però, ciò che doveva rappresentare una rivoluzione di sistema, si è rivelata in gran parte

Risultati immagini per immagini famiglie e scuola

una delusione. Soprattutto in quegli organi più interessati all’agone educativo come i consigli di classe  e interclasse la partecipazione dei genitori è andata scemando e la loro presenza è divenuta sempre più formale e insignificante. Si è così progressivamente ingenerata  la tendenza a ritenere che gli organi collegiali siano strutture ormai superate   aprendo al rischio di una involuzione antidemocratica del governo delle scuole.

Al contrario gli organi collegiali  vanno invece potenziati e forniti  dei  migliori strumenti necessari ad una partecipazione realmente  attiva e democratica. La causa della progressiva rinuncia delle famiglie, infatti , non va tanto attribuita alla mancanza di desiderio partecipativo delle stesse quanto all’avvenuto svuotamento  del loro ruolo. Rilanciare la partecipazione delle famiglie significa allora incrementare la presenza delle stesse nella scuola con strumenti normativi più stringenti e specifici, capaci di annullare il divario di potere tra  i soggetti scolastici e garantire una reale e non formale  cooperazione educativa.

Si individuano pertanto alcune possibili linee di intervento:

  • Ridare forza alla presenza dei genitori nei CdC: i pochi minuti annuali concessi ai rappresentanti degli stessi nel Consiglio di Classe non possono assicurare una partecipazione attiva e propositiva ma solo di ascolto degli insegnanti. Occorre prevedere normativamente tempi più ampi per loro nei CdC e almeno un Consiglio interamente dedicato alle loro proposte, osservazioni e valutazioni ( a partire dalla secondaria di 2° aperto anche agli studenti).
  • Stabilire che ogni scuola metta a disposizione delle famiglie uno spazio dedicato per incontrarsi quando e come vogliono al fine di creare consuetudine al dialogo e confronto tra le stesse. La stessa scuola dovrebbe anche curare la convocazione obbligatoria delle assemblee dei genitori prima di ogni CdC in modo da fornire assistenza e supporto ai rappresentanti degli stessi
  • Prevedere normativamente almeno due assemblee annue di tutti gli insegnanti con i genitori della scuola e nelle secondarie di 2° anche con gli studenti per discutere progetti , valutare e proporre  linee generali, risolvere insieme problemi, individuare carenze e punti di forza anche in relazione al territorio, al fine di contribuire al miglioramento dell’azione educativa.
  • La stesura del Piano dell’Offerta Formativa deve vedere seduti al tavolo insegnanti e genitori e nelle scuole secondarie di 2° anche gli studenti.

 

  • Obbligo di formare commissioni di lavoro su aspetti educativi miste insegnanti- genitori in modo da arricchirle di contributi culturali e operativi preziosi. Nelle commissioni delle scuole Superiori di 2° delegati di genitori e insegnanti lavorano insieme a quelli degli studenti.

 

  • Ogni scuola, all’inizio del percorso pluriennale, invita i genitori a narrare agli insegnanti di classe i propri figli in modo da migliorare la propria azione educativa in base alle diversità e alle capacità specifiche dei singoli allievi che solo i genitori possono conoscere e trasmettere in modo positivo e costruttivo. La narrazione dei genitori costituisce per gli insegnanti uno strumento educativo fondamentale permettendo loro di personalizzare l’azione educativa stessa. Essa permette anche l’istaurarsi immediato di un buon rapporto tra famiglie e scuola dichiarando da subito la disponibilità di questa  nei loro confronti e predisponendo un clima di collaborazione costruttiva. Tale disponibilità  prosegue, a livello di scuola primaria, in momenti bimensili di concertazione tra gli insegnanti e i genitori dei singoli bambini al fine di creare relazioni di sostegno e di aiuto  agli stessi e una programmazione educativa e didattica continua e personalizzata.

 

  • Nella formazione degli insegnanti va prevista lo sviluppo di temi inerenti la cooperazione con le famiglie e la corretta interpretazione degli organi collegiali.

 

 

 

 

Una serena e Santa Pasqua

a tutti i nostri lettori

 

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Cos’è la scuola del gratuito

La “scuola del gratuito” è un progetto pedagogico che si pone come obiettivo un’educazione capace di liberare la scuola e la società dai disastrosi condizionamenti della cultura del “profitto”. leggi tutto

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