Care bambine e cari bambini : evviva la scuola!

Care bambine e cari bambini,

inizia la scuola ed è una cosa bellissima. Alcuni di voi la iniziano per la prima volta ed è tutto una sorpresa, altri passano ad una classe successiva, altri ancora accedono alla scuola media forse con un po’ di timore sapendo già che non ci sono più i maestri  e le maestre  ma i professori .

Come saranno i nuovi insegnanti, le nuove materie da studiare, i nuovi compagni, le aule, gli spazi ? Riuscirò a fare nuove amicizie, a capire le spiegazioni? E le nuove regole come saranno?  Ogni passaggio nella vita suscita in ognuno di noi un po’ di timore, è normale e non c’è da preoccuparsi, ciò che ancora non conosciamo ci spaventa sempre un po’.Risultati immagini per immagini scuola del gratuito

Vorrei allora rassicurarvi e dirvi che in tanti anni che insegno non mi è mai capitato un bambino che non sia riuscito a crescere, a imparare, a fare amicizie. Dentro voi bambini c’è una forza grandissima che vi spinge a cambiare e migliorare, a realizzare i doni che sono custoditi nel vostro animo e nella vostra mente.

L’ansia che provate  è spesso legata al timore che qualcuno pretenda da voi più di quello che potete dare  o  troppo in fretta. Il voto soprattutto è un fattore di ansia notevole per voi bambini perché prendere voti bassi significa delusione e vergogna, significa sentirsi da meno dei propri compagni.

Allora sin dall’inizio non fate l’errore di gareggiare per il voto, se possibile ignoratelo e lavorate solo per il piacere di scoprire cose nuove, per appassionarvi a ciò che studiate. Siate curiosi, non vi accontentate di sapere le cose del libro per rispondere alle domande dell’insegnante ma domandate voi all’insegnante tutto ciò che volete sapere. I  compagni vi ammireranno e seguiranno il vostro esempio e gli insegnanti saranno contenti di sentire che vi piace imparare.

Maestri o professori che siano, tutti gli insegnanti vogliono bene ai propri allievi e sentono che il loro mestiere è il più bello del mondo proprio perché ci siete voi. Abbiate   fiducia in loro, confidatevi  sinceramente , dite loro i vostri problemi, le vostre scoperte, le vostre gioie, dite loro se non avete capito, se non riuscite a fare i compiti se ci sono difficoltà in classe : troverete in essi persone speciali che vi rassicureranno e vi aiuteranno.

Vedrete che la scuola non sarà più noiosa  ma un luogo eccezionale dove nascono amicizie e avventure.  Coraggio, inforcate penne e quaderni, si parte. Un abbraccio e un augurio a tutti voi.

 

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I tre punti di forza della scuola italiana

Per una volta almeno non parliamo male della nostra scuola. In realtà lo abbiamo spesso sottolineato che la Scuola Italiana è fondata su ottime leggi basilari e che semmai il problema sta nella loro applicazione. Tre pensiamo siano i cardini democratici e pedagogici della nostra scuola, i Decreti Delegati sulla costituzione degli organi collegiali ( DPR 416 del 31.05.74), le leggi relative all’integrazione scolastica ( Legge 517 del 4.08.77 e Legge 104 del 5.02.92 ), le nuove indicazioni nazionali per la scuola di infanzia e del primo ciclo d’istruzione (DM 254 del 16.11.2012).

Nonostante il tentativo di distruzione più volte attuato sia a livello politico che di attuazione scolastica, il DPR 416  resta fondamentale per la democrazia e il dialogo tra i soggetti educativi; le famiglie possiedono così uno strumento di dialogo e di partecipazione attiva alla vita della scuola che interessa i propri figli. Gli organi collegiali sono lo strumento di programmazione condivisa e cooperativa per eccellenza: insegnanti e genitori, ciascuno con il proprio ruolo, si confrontano attorno ai temi e ai problemi che riguardano l’educazione dei bambini e dei ragazzi. Avrebbe dovuto essere la legge che apriva un percorso cooperativo tra scuola e famiglia sempre più profondo (quante volte abbiamo suggerito su queste pagine una partecipazione dei genitori alle commissioni di progettazione  e alla stesura comune del POF…) mentre invece è già tanto che non sia stata ancora abrogata e che ci siano ancora  genitori (sempre meno negli anni) che vi si spendano.Risultati immagini per immagini disabili a scuola

Le norme che garantiscono l’integrazione di soggetti con svantaggio possono ben dirsi uno degli orgogli italiani nel mondo. L’idea di uno stesso percorso scolastico per tutti i bambini  e i ragazzi indipendentemente dalle loro capacità di apprendimento e dalle condizioni psico fisiche (ricordiamo che moltissime nazioni anche in Europa prevedono ancora per i soggetti disabili le scuole speciali ) è di altissimo spessore umano e civile. Il bene che tali bambini e ragazzi ricevono nel poter frequentare senza distinzione un percorso insieme agli altri  non è forse pari al bene che restituiscono ai compagni. Peccato che proprio in ambito politico dove tali leggi sono nate si cerchi di ostacolarle non fornendo il più delle volte le risorse necessarie al sostegno e all’integrazione.

Le recenti Indicazioni per il curriculo del primo ciclo rappresentano il terzo cardine della nostra scuola. Di fatto esse aboliscono i  programmi  e forniscono una visione pedagogica e sociale dell’istituzione scolastica inedita. La legge insiste sui bisogni  degli allievi e sulle metodologie motivanti puntando sulla scuola come comunità di apprendimento scardinando il senso prettamente istruttivo che essa  si era data . Ci si sarebbe aspettato che a partire dal 2012, anno della sua promulgazione, le scuole, dirigenti e insegnanti nei fatti, iniziassero un processo di cambiamento che invece non è avvenuto e che solo recentemente si sta tentando di realizzare nelle forme burocratiche che ogni insegnante purtroppo conosce.

Tre leggi fondamentali che potrebbero condurre la scuola italiana ai vertici delle istituzioni virtuose a livello mondiale ma che non sono riuscite a decollare secondo lo spirito con cui sono nate. Darne la colpa agli insegnanti sarebbe troppo semplice e farebbe il gioco di chi lancia la pietra e ritira la mano. Tre leggi in realtà troppo pericolose, capaci di portare nella scuola e nella società democrazia, giustizia e sapere critico, cose scomode in un  sistema di potere .

Non resta che l’impegno di tanti insegnanti , genitori e studenti che credono in una scuola diversa per una società diversa a garantire che questi capisaldi  possano infine pienamente esprimere la loro forza innovatrice. La Scuola del Gratuito li sostiene e cerca di metterli in dialogo.

 

L’architrave di ogni costruzione educativa

 

Auguriamo ai nostri lettori un buon mese di Agosto offrendo una stimolante  riflessione di Franco Lorenzoni  per rendere le ferie non solo riposanti o distraenti dalle preoccupazioni  del quotidiano ma arricchite di pensiero positivo e rigenerante.
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Non comprendendo alcuni passaggi chiave della fisica contemporanea, non mi sento troppo diverso da coloro che, all’epoca di Galileo, si incaponivano  a sostenere che la Terra fosse al centro dell’Universo.

Il mondo non è fatto di corpi, di oggetti ma di processi , di relazioni. Ogni oggetto è un gruppo di fenomeni e a livello microscopico ci sono particelle che esistono solo se sbattono da qualche parte, se entrano in relazione, altrimenti non esistono. Non sono possibili previsioni certe, solo probabilità.”Risultati immagini per immagini di Franco Lorenzoni

Questa prospettiva di Werner Heisemberg, raccontata da Carlo Rovelli, non era stata mai pensata prima. Se ci riflettiamo con calma e la accogliamo pienamente, credo cambi un bel po’ di cose. La fisica, anche a chi fatica a comprenderla come me, offre infatti una potente metafora di noi stessi e di ciò che viviamo in famiglia o in classe. Quanti bambini e ragazzi restano invisibili finché non sbattono da qualche parte? Quanti sbattono apposta perché qualcuno si accorga di loro o sbattono forte con gli altri o con ciò che hanno intorno perché qualcuno avverta la profondità di conflitti e sofferenze che li abita? Il punto dov’è più difficile seguire Heisemberg sta nel fatto che, a livello microscopico, non è che l’oggetto quando non sbatte non si veda e non si senta, è che proprio non c’è. Esiste solo nell’impatto, nell’attrito, nella relazione, altrimenti non esiste. Il mondo non è fatto di oggetti, di corpi e di cose, così come ci appare, ma solo di relazioni. Questo ci dice la fisica contemporanea e questo per me è sconvolgente e incomprensibile. Bertold Brecht quando mise in scena il suo Galileo Galilei trasformò la rivoluzione copernicana in metafora della fine di ogni autorità assoluta, indiscussa e inamovibile. Una rivoluzione scientifica, fortemente osteggiata dall’autorità della Chiesa, annunciava sconvolgenti rivoluzioni sociali a venire.

Mi piacerebbe pensare che le scoperte della meccanica quantistica, insieme alle altre rivoluzioni della fisica contemporanea, che minano alla radice il nostro modo di concepire lo spazio e il tempo, ci aiutassero a comprendere che la nostra vita non solo è tessuta e arricchita dalle relazioni che intrecciamo ma è relazione e solo relazione nella sua essenza. Non so bene come ma sento che se ne avessimo piena percezione e cognizione capiremmo meglio perché il dialogo, che vive solo nel momento dell’incontro ed è luogo di mezzo dove la mia idea si intreccia con la tua trasformandosi, potrebbe essere davvero riconosciuto come l’architrave capace di reggere ogni costruzione educativa.


Cos’è la scuola del gratuito

La “scuola del gratuito” è un progetto pedagogico che si pone come obiettivo un’educazione capace di liberare la scuola e la società dai disastrosi condizionamenti della cultura del “profitto”. leggi tutto

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