Auguri

 

Diventare una lavagna pulita in cui Dio possa scrivere ciò che vuole………

Auguri di una Santa e serena Pasqua a tutti

Old blank vintage slate with copy space framed by colorful Easter eggs and fresh spring tulips on a yellow wood background Archivio Fotografico - 96933445

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L’Arte di seminare

Cosa è importante seminare nella relazione con i bambini?
Di primo acchito direi che sono diverse le cose importanti da seminare, ma se ne dovessi
sceglierne una, pensando alla SdG la mia attenzione cadrebbe sul “dialogo” e sulle parole
che lo accompagnano, lo definiscono, l’accolgono.
Ma quali parole?
Risultati immagini per immagini di accoglienzaLe parole che servono per Accoglierci, così come la terra accoglie il seme e prepara per lui  un “posticino” appartato, custodito, caldo, un luogo per riposare, protetto, quasi come un
tempo che, lì per lì, sembra inattivo, ma che ripone al suo interno energie, attese, emozioni.
Un tempo di ascolto, un tempo di silenzi.
Le parole che ci accompagnano durante la Crescita, così come l’acqua bagna la terra e nutre
il seme, ancora piccolo, bisognoso di tutto. Un seme che piano piano “buca” la terra e si
espone al mondo, un mondo nuovo, sconosciuto, a volte pericoloso, a volte diverso ma che
lo invita a mostrarsi, a farsi conoscere.
Le parole Luminose, cioè quelle belle del cuore, della gentilezza, quelle che ti riscaldano,
esattamente come fa il sole con la terra. Il seme raccoglie il suo calore, si sente bene e
continua la sua salita paziente verso l’alto, verso il sole. Acquista energia, acquista forza,
acquista sicurezza, si sente pronto ad affrontare il mondo.
Le parole della Cura, quelle che sanno di cosa abbiamo bisogno, cosa ci serve per diventare
forti, maestosi, sicuri, così come l’acqua, la luce, la buona terra aiutano la crescita della
pianta. Quelle che ci sostengono, ci spingono, ci accompagnano alle scoperte, quelle che ci
danno il tempo per capire, quelle che ci rispettano.
Le parole delle Radici, quelle che facciamo “nostre” perché le abbiamo riconosciute e
tenute ancorate dentro di noi, esattamente come le radici della pianta. Quelle che non ci
lasceranno mai e che, nei momenti bui delle nostre esistenze, diventeranno la nostra forza,
ci daranno vigore, ci rinforzeranno, così come il concime nutre la terra.
Le parole del Dono, quelle che possiamo condividere perché sono nostre. Le parole che
possediamo, che possiamo mettere e a disposizione.
Le parole Non dette, come le foglie che non crescono, le foglie che ingialliscono, le radici
che non attecchiscono perché prive di sostanza, di nutrimento e ancora cariche del giudizio
che incombe e che non lascia spazio…
Quel piccolo seme rappresenta noi stessi… Ognuno secondo le sue possibilità, le sue
capacità, le sue dimensioni, i suoi frutti, ma con un obiettivo unico: crescere!
Perché alla fine il risultato, la pianta, sia come ognuno di noi, diverso e nello stesso tempo
speciale.

di Lucia Bolcato

Quando la scuola non sa cosa fare

Possibile non ci sia nient’altro da fare, per avere i bagni in ordine, che registrare militarescamente i bambini che vi accedono? E’ ciò che è accaduto in un istituto comprensivo di Milano. La Preside , esasperata dalle lamentele dei genitori per i bagni  sporchi,  ha deciso di porre sotto sorveglianza i bambini che chiedono di espletare i propri bisogni fisiologici  registrandone l’uscita e il tempo  che  si intrattengono. L’ordine di servizio, frutto di una decisione presa d’autorità, così recita: “Al fine di tutelare il benessere psicofisico degli studenti, i docenti dovranno rilevarne quotidianamente per iscritto, su apposito modulo allegato, le uscite e i rientri per recarsi ai servizi igienici. Il modulo dovrà essere consegnato in segreteria al termine delle lezioni”.Bella donna di modello d'affari in abbigliamento di affari nello specchio del bagno Archivio Fotografico - 49599799

Il provvedimento può  avere un senso solo se inquadrato in una  “logica educativa della costrizione” appartenente ad una scuola che non vorremmo più vedere. Individuare i colpevoli e punirli è il cliché  sociale basato sul reato e sul castigo che dimostra tutta la sua limitatezza: le carceri son sempre più piene ma i reati non calano.

Senza considerare la dubbia efficacia di un simile provvedimento dal punto di vista puramente tecnico, fattivo, senza considerare il tempo perso dagli insegnanti per le numerose interruzioni della lezione ( che con tutta probabilità portano  invece  ad un restringimento del diritto al “benessere psicofisico degli studenti “laddove gli insegnanti si esasperano per tali interruzioni) , il problema principale  è puramente pedagogico. Un’azione come quella voluta dalla Preside semina sospetto , crea diffidenza e conflitto tra gli stessi allievi sino a poter minare certi percorsi di integrazione. Ogni bambino che esce dall’aula finisce per essere un potenziale sospetto  per i compagni oltre che per i propri insegnanti.

  • Una scuola che controlla anziché educare non è una scuola che aiuta bambini e ragazzi a crescere nella responsabilità dei beni comuni.
  • Una scuola che reprime anziché educare trasforma gli insegnanti in guardie e gli allievi in “ladri”, togliendo la fiducia necessaria ad un sano percorso pedagogico.
  • Una scuola che prende decisioni sulla testa dei bambini senza concertarle con le famiglie è una scuola che si arroga un diritto educativo esclusivo che non possiede.

Le soluzioni si cercano insieme se si è convinti di essere educatori . Dirigenti e docenti divengono educatori se riescono a concepirsi in un cammino dialogico tra loro e con le famiglie . Viceversa si perde tempo in barricate continue tra ruoli , si perde il tempo dell’educazione , il tempo dei bambini, il tempo di una scuola della gioia e del benessere. Per essere educatori occorre coraggio e non paura.

 


Cos’è la scuola del gratuito

La “scuola del gratuito” è un progetto pedagogico che si pone come obiettivo un’educazione capace di liberare la scuola e la società dai disastrosi condizionamenti della cultura del “profitto”. leggi tutto

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