Competenze: misurate e certificate!

Uscire dalla logica dei contenuti è stata una buona idea. Le indicazioni nazionali per il primo ciclo, D.M n254/2012 , parlano di “ competenze utili per la vita….per affrontare efficacemente le situazioni che la realtà quotidianamente propone, in relazione alle proprie potenzialità e attitudini”  . Tali competenze devono essere però certificabili. Gli stessi decreti infatti recitano:” ..competenze …che un ragazzo deve mostrare di possedere al termine del primo ciclo di istruzione”. Appare allora chiaro che ci troviamo di fronte alla richiesta di prodotti  misurabili  da parte degli Risultati immagini per immagini scuola competenzeinsegnanti anziché di processi semplicemente attivabili. Si può dire che Pierino ha un’alta competenza sociale perché mostra attenzione per tutti i compagni ma come determinarne la quantità? In base a quali parametri, in base a quale introspezione del mondo interiore  di Pierino ? Con quale presunzione potremmo stilare una classifica delle competenze sociali o creative usando prove “oggettive” per misurarle ?  E quale danno potremmo così provocare al loro gratuito sviluppo  ?   Perché se Pierino ha cura del suo compagno Marco e gli insegnanti lo premiano con un alto giudizio,  Marco facilmente diventerà ai suoi occhi  non più un amico da aiutare ma un mezzo per prendere ancora un alto giudizio. Ce lo dicono gli studi sulla motivazione intrinseca ed estrinseca.  E se tali prove ci dicessero che al termine del ciclo scolastico l’allievo non “mostra di possedere “ le competenze previste? Altro sarebbe se fossero i ragazzi  a riconoscere tali competenze utili alla loro vita, se trovassero ad esempio che a scuola si apprendono cose che ti fanno venir voglia di apprenderne altre (n.5 competenze  europee: imparare ad imparare), che la scuola ti aiuta a fare amicizie e a costruire legami (n.6: competenze sociali), che è possibile proporre ciò che più ti interessa( n.7: spirito di iniziativa), che a scuola le tue idee creative sono ascoltate  (n.8: consapevolezza ed espressione culturale). Allora però sarebbero i ragazzi a  valutare la scuola su come è capace di suscitarle……….

Ma il sistema valutativo sembra più interessato a valutare  l’adattabilità degli studenti  all’azione impositiva della scuola che  il loro  processo di crescita  .  Ci si accorge di ciò in giugno, quando la normativa obbliga la certificazione di tali competenze. Ci si accorge che in fondo non è cambiato nulla, solo moduli diversi per lo stesso modo di valutare ma anche di impostare la didattica che dovrebbe essere attiva e laboratoriale come dettato dalle stesse “Nuove Indicazioni”, mentre invece, in classe,  si continuano ad imparare pagine a memoria.

Annunci

Appello : Fermiamo la trasformazione della scuola in impresa

 

Ospitiamo volentieri interventi esterni quando il loro valore  si avvicina al nostro  pensiero educativo. L’appello che pubblichiamo , ad opera di un gruppo internazionale di intellettuali , riguarda la situazione della scuola italiana sempre più spinta verso l’asservimento al sistema produttivo e competitivo della Società del profitto. Molte volte ci siamo espressi in tal senso come  Scuola del Gratuito, per una educazione capace di suscitare  nei giovani spirito critico e capacità di cambiamento anziché adattamento .  A tutti gli  educatori, particolarmente insegnanti e  genitori  , spetta la sensibilità e il coraggio di reagire e riaffermare la scuola  e la vita che vogliamo per i nostri ragazzi.

 

La scuola italiana ha bisogno di maggiori risorse per rendere sicuri gli edifici che ospitano i nostri ragazzi, servizi più avanzati per recuperare l’evasione che consegna tanti giovani alla marginalità, talora alla criminalità. La scuola italiana ha bisogno di un arricchimento dei programmi disciplinari, di una loro più avanzata e originale cooperazione, di nuovi rapporti tra docenti e alunni, nuove modalità di insegnamento, in grado di trasformare la classe in una comunità di studio e dialogo.

La scuola italiana ha bisogno di formare ragazze e ragazzi emotivamente e psicologicamente equilibrati, culturalmente ricchi, consapevoli dei problemi del Pianeta, muniti di sguardo critico sulla società oggi inghiottita entro una bolla pubblicitaria.

Aula Scuola Scrivanie Righe Educazione Scu

Ma chi decide il destino della nostra scuola è sordo a questi bisogni irrinunciabili del presente e del futuro. Impone ai nostri ragazzi, ad esempio, con l’alternanza scuola-lavoro un apprendistato per un lavoro che non troveranno, competenze per mansioni che saranno rese obsolete dall’innovazione tecnologica incessante.

Ebbene dal prossimo Giugno maestri e docenti della scuola elementare e media dovranno certificare le competenze dei loro allievi, utilizzando i nuovi modelli nazionali predisposti dal Ministero dell’Istruzione. Per i ragazzini delle medie la scheda di certificazione conterrà una parte dedicata a 8 “competenze europee “ redatta dai loro insegnanti e una parte a cura dell’INVALSI. Per i bambini delle elementari la scheda di certificazione, riferita alle otto competenze europee, riguarda anche quella denominata “spirito di iniziativa” pur mantenendo in nota il riferimento originario all’entrepreneurship, l’imprenditorialità. I consigli di classe delle varie scuole del Paese dovranno adoperarsi per “testare” la capacità di “realizzare progetti”, “assumersi rischi”, “assumersi le proprie responsabilità” fin da piccoli. Si stenta a credere ma è proprio così: le istituzioni europee chiedono agli insegnanti di fare violenza ai nostri bambini, di plasmarli in una fase delicatissima della loro formazione emotiva e spirituale, incitandoli alla competizione, alla realizzazione di cose, all’intraprendenza “rischiosa”. Verrebbe da ridere di fronte all’enormità di tale pretesa. Ma essa fa parte ormai di una gabbia fittissima di imperativi a cui è sottoposta la scuola, diventata luogo di ubbidienza di comandi ministeriali. Dopo anni di ciarle sull’autonomia, sulla libertà di scelta, su tutte le chimere della letteratura neoliberistica, appare evidente che la scuola è assoggettata a un progetto di centralismo neototalitario. Una pianificazione dall’alto mirata a sottrarre libertà agli insegnanti obbligandoli a compiti subordinati ai miopi interessi del capitalismo attuale. Passo dopo passo la scuola cessa di essere il progetto educativo di una comunità nazionale per diventare il luogo dove si riproduce un solo tipo di individuo, l’uomo economico, ossessionato da finalità produttive. Chiediamo a tutte le forze politiche , agli intellettuali, ai cittadini italiani ed europei di dire un no definitivo a questi ciechi legislatori che vogliono trasformare la scuola in un gigantesco apprendistato senza anima e senza futuro.

(dal quotidiano Il Manifesto del 08/05/2018) 

 

Il nostro progetto di scuola (7)

Termina qui la presentazione della nostra proposta di modifica del Sistema Scolastico Nazionale, Abbiamo affrontato numerosi punti critici del sistema scolastico attuale e pensato come, in modo realistico, sia possibile modificarli a partire da ciò che di buona c’è. La ragione per cui abbiamo voluto presentarla sta nel desiderio di offrirla come strumento di confronto e riflessione per vedere se ci fosse la possibilità di intraprendere un cammino comune con insegnanti, genitori, studenti,pedagogisti, associazioni , a cui tale proposta sia sembrata interessante. Siamo a disposizione …….

Strumenti per vivere spazi e tempi nella scuola

Nelle nostre scuole c’è un problema di spazi e di tempi che assume una seria rilevanza pedagogica. Bambini e ragazzi anche di 19 anni in 1,8-1,9 mq a testa per norma, ma in realtà anche meno. La maggior parte delle nostre aule sono dimensionate per classi al massimo di 20 allievi a lezione frontale ma in un sistema scolastico attivo e partecipativo dimensionate neppure per 15 .

I tempi poi sono quelli scanditi da programmi che spesso sono solo residui culturali di una scuola basata ancora sulla trasmissione delle nozioni .  Laddove i programmi  non  esistono più (scuola del primo ciclo) essi comunque continuano a permanere nelle menti degli insegnanti e si  trasformano inevitabilmente in ritmi serrati per i loro studenti. Spazi ristretti e tempi accelerati creano nei giovani il senso di soffocamento legato all’apprendimento e inducono bambini e ragazzi Risultati immagini per immagini aule scolasticheall’evasione dall’aula, reale o virtuale che sia, che comporta sempre e inevitabilmente un disaffezionamento al sapere e alla scuola.

La Pedagogia del Gratuito attenta ai bisogni della persona e alla libertà di apprendimento crede che gli spazi e i tempi debbano essere commisurati ai bisogni degli allievi  e propone soluzioni che vanno in tal senso :

Spazi

  • Ciascuna classe va formata con non più di 20 allievi.
  • Le aule devono essere ampie e illuminate da luce naturale, non inferiori a 50 mq e attrezzabili in angoli di lavoro ( vedere punto 5 “assemblee di classe”)
  • Gli spazi adiacenti ad esse (atri, corridoi, stanze attigue….) devono essere organizzati in modo da permettere l’ampliamento dell’aula stessa per attività varie di gruppo o individuali in autonomia con controllo indiretto (vedere modifica normativa sulla responsabilità civile  punto 4) a distanza da parte dell’insegnante.
  • Per gli allievi della scuola secondaria possibilità di spostarsi autonomamente verso laboratori o altre aule dove li attenda l’insegnante.
  • Possibilità di uscita dalla scuola con un singolo insegnante nell’ambito territoriale circostante e in orario di lezione entro la mezza giornata senza aggravio di responsabilità per lo stesso(vedere didattica attiva punto 1 e responsabilità civile punto 4)

Tempi

  • Personalizzazione dei ritmi sostituendo al programma della classe quello di ogni ragazzo. A partire dalla scuola primaria tale programma viene progressivamente costruito dagli insegnanti con i singoli allievi (vedere punto 5 “ partecipazione degli studenti”), con la possibilità di modificarlo in itinere secondo gli sviluppi della personalità e delle capacità (area di sviluppo prossimale del bambino secondo Vygotskij). Fino al compimento del 1° ciclo , per una migliore individuazione del programma personalizzato vengono ascoltati a livello consultivo anche i genitori (vedere punto 3 “cooperazione con le famiglie- narrazione dei genitori”).

 

Precisazioni finali

La presente proposta di modifica del sistema scolastico nazionale è frutto del lavoro degli insegnanti e dei genitori della Scuola del Gratuito. Si è partiti con l’idea di suggerire al mondo politico idee innovative e attendibili  in quanto sostenute da studi ed esperienze scientifiche che fanno riferimento a nomi importanti nazionali e internazionali della psicopedagogia del passato e del presente. Allo stato attuale, tuttavia, non si è intravista l’opportunità di presentarla ad una politica che dimostra di essere completamente sorda a cambiamenti quali quelli da noi auspicati. Il suo linguaggio e la sua articolazione non sono stati  pertanto adattati  allo stile normativo ma mantengo quelli più consoni alla pedagogia e alla comprensione di chi vive ogni giorno la realtà della scuola. Abbiamo pensato che essa potesse comunque essere  il mezzo per dare forma a idee ed esperienze che hanno già dimostrato la loro validità in fase sperimentale, immaginando  una nuova realtà realizzabile a partire da quella che c’è, la scuola pubblica, quella in cui  i nostri insegnanti e  genitori si impegnano quotidianamente. Per riuscire a cambiare occorre immaginare e progettare un modello nuovo  capace di utilizzare quanto di buono c’è in quello esistente senza demolirlo completamente, una scuola verosimile e possibile per la nostra realtà sociale.  La nostra proposta è un documento aperto, un progetto in divenire  offerto all’attenzione e al contributo di ogni insegnante, genitore e studente che si riconosca nei principi della Scuola e della Pedagogia del Gratuito e che voglia aiutarci a costruire, a partire dalla base, un futuro migliore per il  sistema educativo e formativo del nostro Paese. Le difficoltà di affrontare un sistema scolastico che sta procedendo in direzione opposta sono grandi ma non devono indurci a rinunciare; è importante , aldilà dei risultati immediati, conservare in seme ciò che nel futuro prossimo potrà germogliare. La forza delle idee è lenta ma produce cambiamenti  profondi  e impensabili al momento. Vale la pena di scommetterci.


Cos’è la scuola del gratuito

La “scuola del gratuito” è un progetto pedagogico che si pone come obiettivo un’educazione capace di liberare la scuola e la società dai disastrosi condizionamenti della cultura del “profitto”. leggi tutto

Archivi

Se vuoi contattarci o sapere quando ci incontriamo:

scuoladelgratuito@gmail.com

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 194 follower

Aspettiamo i tuoi interventi!

  • 66,731 visite da Marzo 2009
Annunci