L’esame di scienze

Seppure gli esami di maturità del primo ciclo scolastico  siano conclusi, ci sembra costruttivo proporre l’esperienza di un insegnante che ha provato ad immaginare e realizzare un esame diverso con i propri allievi. Si può sempre “copiare” per il prossimo anno.

 

Quante volte all’esame di terza media abbiamo sentito la fatidica frase  “parlami della  seconda guerra mondiale” o “parlami del Manzoni” o “le centrali nucleari”  o  qualunque altro argomento che gli allievi avevano preparato a memoria con tanto di date, luoghi e commenti  predigeriti?  Stanco di sentir ripetere pagine di Scienze a memoria ho pensato di proporre ai miei allievi di portare all’esame  non contenuti ma esperienze fatte.Prepararsi al colloquio orale - YouTube

Certo è necessario aver impostato la didattica secondo metodologie laboratoriali e sperimentali, cosa che cerco di fare da anni per cui di materiale  per un esame alternativo  ne avevamo. Abbiamo così steso insieme con gli allievi, verso la fine dell’anno scolastico, un elenco abbastanza ampio di attività svolte tra le quali potessero scegliere. Alcuni esempi:  coltivazione del giardino aromatico-medicinale (tutte le mie classi scendono a lavorarci periodicamente), riconoscimento delle piante medicinali ed esecuzione di prodotti curativi quali infusi , decotti, liquori, impiastri (che i ragazzi preparano e portano a dimostrazione e anche all’assaggio dei commissari d’esame), spiegazione di come abbiamo costruito l’ erbario e riconoscimento delle piante dalle foglie, lavoro sperimentale sul parco antistante la scuola, lavoro sperimentale sulle macchie solari, lavori sperimentali eseguiti dai singoli allievi, film sull’ambiente, sulla genetica o altri da commentare, giochi di ruolo sull’ambiente eseguiti in classe, esperienze sulla prevenzione della tossicodipendenza etc…..

Con gli stessi allievi definisco qual è lo scopo di  raccontare un’esperienza anziché una pagina del libro a memoria: dimostrare agli insegnanti  cosa essa ha lasciato a livello di riflessioni, di consapevolezza e di giudizio, cioè capire qualcosa della vera maturità di un allievo . I contenuti vengono così relegati a strumenti di riflessione e non più ad obiettivi fini a se stessi. Per i ragazzi non è una novità, ho sempre insistito nei tre anni sulla necessità di far diventare le cose imparate ragionamento, cellule del loro pensiero, ma fanno inizialmente un po’ fatica a comprendere : “ come, anche all’esame?”

Anche se l’imparare a memoria  costa loro sicuramente molto più impegno e tempo la modalità mnemonica resta la loro preferita perché la conoscono bene e poiché la scuola li spinge a ripetere come verità unica ciò che dice l’insegnante o il libro ciò da loro una certa tranquillità e sicurezza. Di fronte alla mia richiesta di sfidare l’esame dimostrando di saper esprimere idee personali  anziché concetti imparati i timori si materializzano e li assalgono. E’ necessario rassicurarli  facendogli capire che l’effetto della loro presentazione originale sarà senz’altro  più apprezzato  e  li aiuto  con esempi pratici e prove ad impostare la preparazione . Si arriva così ai giorni dell’esame e tutti gli allievi presentano le loro riflessioni assolutamente autonome su una delle esperienze scientifiche dei tre anni e sulla loro presentazione instauro con loro un dialogo che quasi mai chiede di rispondere in modo oggettivo , risposta giusta o sbagliata, diviene invece uno scambio di opinioni  in cui gli allievi hanno anche la possibilità di suggerire modalità migliori per rendere più interessanti le esperienze stesse.

Così Alice critica ragionevolmente uno degli incontri sulla tossicodipendenza che a lei è piaciuto di meno, Giovanna suggerisce di  ricercare per il prossimo anno ,  nell’indagine statistica sulle scelte delle scuole superiori operate dagli allievi delle classi terze ( indagine che effettuiamo tutti gli anni verso Febbraio)  parametri nuovi come il condizionamento dovuto alle amicizie  o agli insegnanti avuti;  Michele riconosce facilmente tutti i tipi di erbe del nostro giardino spiegando anche come si utilizzano e riceve un applauso dai commissari; Giuseppe invece parla delle macchie solari e di come attraverso l’uso semplice delle proporzioni abbiamo potuto calcolarne il diametro e così via. Tutti hanno fatto una bella figura di maturità in Scienze  dimostrando  prima di tutto a se stessi di essere qualcosa di più di semplici “pappagalli”.

Al termine della sessione d’esame il presidente esterno si congratula per il lavoro svolto e le modalità di conduzione del colloquio scientifico. Una bella soddisfazione per tutti.

Lo sciopero degli insegnanti

Il 30 Maggio il mondo della scuola è entrato in agitazione sulle proposte governative di assunzione, formazione e  rinnovo contratti . Contratti fermi al 2018 con un’offerta di adeguamento salariale considerata inaccettabile (gli insegnanti italiani sono tra i meno pagati in Europa), assunzioni  che penalizzano i precari in coda da anni, formazione  meritocratica, nessun passo avanti nel problema delle classi pollaio.Sciopero scuola / Oggi, 13 novembre 2015: scontri e lanci di uova a Milano.  Cobas: adesione del 25%, ora referendum

I numeri della astensione dal lavoro sono ritenuti significativi dai sindacati anche se questa  ha  interessato neppure il 20%  degli insegnanti.

In Francia lo sciopero indetto dalla Scuola contro la burocrazia delle misure anti COVID decise dal governo ha raggiunto quasi il 70%.

Nelle  scuole italiane si è sempre fatto fatica a far passare tra gli insegnanti l’idea dello sciopero; l’ultimo ben riuscito forse risale alla “Buona Scuola” di Renzi. Ma perché , nonostante siano i più bistrattati d’Europa, gli insegnanti italiani fanno fatica a far valere le loro giuste rivendicazioni? Occorre chiedercelo per capire cosa si cela  nel mondo della scuola, cosa significa quell’80% di insegnanti che raramente alza la testa.

Senso supremo del dovere e della missione educativa, rassegnazione o qualcos’altro?

Ci sembra di poter considerare improbabile la prima  ragione  essendo, di logica, la mobilitazione  di maestri e professori normalmente finalizzata  proprio ad una più efficace offerta educativa-formativa ai giovani e alle loro famiglie. Si perdono, in fondo,  poche ore di lezione e per migliorare la Scuola.

La rassegnazione invece è da tempo presente negli insegnanti,  consapevoli che chi ci governa non ha molto a cuore il campo educativo come dimostrano le continue alternanze al vertice dell’Istruzione negli ultimi 20 anni mai seguite da un reale cambiamento di rotta nella politica scolastica. La qualità dell’insegnamento è divenuta per chi ha governato il paese un obiettivo secondario, lasciando campo alla Scuola della burocrazia, una scuola che non richiama dedizione ne’ scelte per vocazione o per attitudine; fare l’ insegnante diviene per molti (ma non per tutti fortunatamente) un mestiere come un altro che  concede spesso  tempo anche per un secondo impiego.

Il problema allora appare ben più grande. La scarsa sensibilità sindacale degli insegnanti è solo un sintomo, la punta di un iceberg che segnala un pericolo più grande .

Occorre puntare sulla qualità della Scuola, ridare senso al lavoro degli insegnanti , de burocratizzare le loro funzioni,  con una paga adeguata ad un impegno scolastico consistentemente commisurato sui bisogni pedagogici e didattici degli studenti ( si pensi ad esempio al tempo richiesto da una valutazione dialogica rispetto all’attribuzione di un voto). Molti insegnanti già lo fanno autonomamente attraverso una ricerca personale faticosa, quasi mai supportata dalla struttura scolastica. Molti ancora no. Vorremmo vedere l’avvento di un Ministro che comprenda la necessità di tale cambiamento. Ma la passività degli insegnanti gioca purtroppo a favore dello status quo.

Quando il fuorilegge è lo stato

Una classe con più di venti alunni in presenza di un allievo disabile è fuorilegge. Lo ha stabilito una sentenza del TAR Veneto su ricorso di una famiglia di un’allieva disabile inserita in una classe di 25 alunni dopo che le  rimostranze dei genitori non avevano ottenuto ascolto. Il DPR 81/09 stabilisce infatti che  le classi iniziali che accolgono allievi con disabilità non possono di norma costituirsi con più di 20 alunni.BANDA BASSOTTI Beagle Boys personaggi Disney

Purtroppo non si tratta di un caso isolato: classi con 25 e più studenti e la presenza di uno o anche due allievi con difficoltà rappresentano ormai una normale prassi nelle nostre scuole, in barba alle leggi vigenti .

Leggi che per  la pandemia  sono state ancor più disattese con  gli insegnanti di sostegno  dirottati  alla sostituzione di colleghi assenti, o con la scelta di far frequentare in presenza gli allievi con disabilità mentre i compagni erano in DAD, ri-creando di fatto le classi speciali. Azioni governative  in netta contraddizione con l’articolo 3 della costituzione  secondo il quale  lo stato deve rimuovere, non creare,  gli ostacoli che impediscono la pari dignità sociale di tutti i cittadini.

Ancora: la normativa prevede per ogni allievo  uno spazio individuale in aula di 1,8/1,9 mq (secondo l’età) che quasi mai si realizza. Ciò mentre il Ministro dell’Istruzione afferma che le classi al di sopra di 27 alunni non sono poi così tante, dimenticando che l’effetto “pollaio” non dipende solo o tanto  dal numero  di presenze in classe ma sostanzialmente dalle dimensioni delle aule. Scegliendo di non costruire  aule più grandi o in maggior numero lo Stato si pone di fatto, ancora fuorilegge. Chi ne riceve maggior danno sono ancora i più deboli .

L’Italia sulla carta è notoriamente la nazione che possiede leggi per l’inclusione  più all’avanguardia nel mondo. Sulla carta, mentre nella realtà la logica economica conduce ancora e sempre il gioco.

Con quale forza morale lo Stato può chiedere ai suoi cittadini l’ottemperanza della legalità che esso stesso non è capace  di rispettare?


Cos’è la scuola del gratuito

La “scuola del gratuito” è un progetto pedagogico che si pone come obiettivo un’educazione capace di liberare la scuola e la società dai disastrosi condizionamenti della cultura del “profitto”. leggi tutto

Archivi

Se vuoi contattarci o sapere quando ci incontriamo:

scuoladelgratuito@gmail.com

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Unisciti ad altri 231 follower

Aspettiamo i tuoi interventi!

  • 100.554 visite da Marzo 2009