Programmi e valutazioni

Siamo convinti che l’educazione non può che essere gratuità. Educare significa infatti “sviluppare”, “far emergere” dalla persona quelle doti e quelle potenzialità che aspettano di manifestarsi. L’educazione del gratuito si basa su rapporti di relazione vitale tra le persone. La relazione interpersonale è la premessa indispensabile per una reale integrazione di ogni individuo nella scuola.[dal Manifesto della scuola del gratuito]

Rileggendo alla luce delle indicazioni del Manifesto le nostre esperienze di educatori,ci siamo resi conto che laddove siamo riusciti ad instaurare relazioni profonde con i ragazzi abbiamo svolto un ruolo veramente educativo con essi. Non ci interessa, infatti, travasare in loro nozioni o contenuti, perché il loro bisogno primario è quello di crescere nella scoperta di sé e delle proprie potenzialità.

Il vero educatore è colui in grado di far nascere da dentro il desiderio della conoscenza, stimolando con domande la curiosità dei ragazzi. Non esiste un programma unico per tutti ma ciascuno ha diritto ad un programma personale continuo e aggiornato che faccia riferimento agli strumenti culturali essenziali allo sviluppo e di cui l’individuo sia protagonista attivo e consapevole. [dal Manifesto] Da questo consegue che la valutazione tradizionale in uso nella scuola non può realmente misurare il progresso di ciascun ragazzo. Essa è generatrice di competizione tra gli studenti e di falsa motivazione allo studio. Compito dell’educatore è di generare passione per la conoscenza; solo così il ragazzo trova una profonda motivazione allo studio. La presenza del voto distoglie l’alunno dal confrontarsi con i propri errori e lo obbliga al confronto con un giudizio sulla sua persona. La valutazione di una qualsiasi verifica deve dire:”sai fare questo, devi migliorare in quest’altro”, mettendo in evidenza le capacità positive di ciascuno.[dal Manifesto]

Alcuni di noi hanno notato che davanti a qualsiasi proposta di lavoro gli alunni chiedono con insistenza se questo verrà sottoposto a valutazione, non sentendosi sereni nell’affrontare spontaneamente neppure lavori di gruppo o attività sperimentali. Se gli studenti vivono con sospetto ogni proposta scolastica, automaticamente è a loro precluso il piacere della scoperta e della conoscenza.

Siamo giunti alla conclusione che nel momento in cui dobbiamo esprimere una valutazione, sia meglio accompagnarla sempre da un giudizio che valorizzi i progressi raggiunti e indichi in che cosa bisogna migliorare. Buona norma è evitare di celebrare davanti alla classe i voti assegnati, per cercare di limitare la competizione tra i ragazzi che inevitabilmente scaturisce.

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