La formula della motivazione

Per compiere una qualsiasi azione ogni persona ha bisogno  di un impulso motivante che è poi la ragione per la quale essa decide di compiere quell’azione. Gli psicologi distinguono sostanzialmente due tipi di motivazione, quella intrinseca, cioè la scelta interiore libera e gratuita di compiere l’azione   e la motivazione estrinseca cioè la spinta esterna, condizionante, come ad esempio l’attesa di una ricompensa.

E’ il caso dei nostri ragazzi,  posti di fronte, da una parte  al bisogno naturale di conoscere  (motivazione intrinseca ), dall’altra all’obbligo scolastico dell’apprendimento, premiato con incentivi quali il voto, la competizione, la promozione.

Nella concezione comune si ritiene che  voti , premi e punizioni, tutte forme di motivazione estrinseca, non possano che far bene alla motivazione generale allo studio sommandosi alle motivazioni naturali e gratuite dei ragazzi.

Sembra invece che le cose non stiano così. Recenti studi psicologici mettono in evidenza come la motivazione estrinseca possa danneggiare se non annullare completamente quella intrinseca. Gli studiosi hanno messo a punto una formula matematica che lega i due tipi di motivazione :

M = a(a-bxb) + b – c 

dove M è la motivazione risultante (se M<0 l’azione non avviene) a = motivazione intrinseca ;  b = motivazione estrinseca  ; c = costo oggettivo dell’azione( esempio la fatica dello studio).

La formula ci dice che quando le motivazioni intrinseche entrano in contatto con motivazioni estrinseche  le prime possono risultarne indebolite.

Tale formula concepita per studi in  campo economico mostra una evidente  applicabilità anche nel campo scolastico:  è  noto agli insegnanti  che  più  pressante  è  il tentativo  di “convincere” i ragazzi  a studiare e meno amano farlo. Alcuni di essi , pur dotati di grande curiosità intellettuale, rinunciano di fatto ad apprendere secondo le modalità imposte dalla scuola. La scuola del profitto infatti sa usare principalmente le motivazioni estrinseche.

Azzerando il termine b nella formula, cioè la motivazione dettata da voti, promozioni e bocciature, appare  evidente un aumento della motivazione finale, quella che produce poi lo studio e l’apprendimento. Anche la matematica sembra dar ragione  alla pedagogia del Gratuito.

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1 Response to “La formula della motivazione”


  1. 1 blokaki.pblogs.gr 9 luglio 2013 alle 15:25

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