Manifesto scuole libertarie

Torniamo sul tema delle scuole libertarie. A Maggio alcuni di noi sono stati al convegno delle scuole libertarie svoltosi a Rimini : abbiamo tratto spunti molto interessanti e anche noi siamo stati ascoltati con interesse nell’esperienza di Scuola del Gratuito. L’idea di fondo è la stessa: partire dalla motivazione spontanea dei ragazzi per creare una scuola democratica basata sul dialogo, sulla cooperazione e sulla responsabilità. Vi presentiamo  ora il Manifesto delle scuole libertarie tratto dal sito http://www.educazionelibertaria.org. Se vi piacciono idee nuove e stimolanti leggetelo.

CHE COS’E’ L’EDUCAZIONE LIBERTARIA

L’educazione libertaria è un insieme di principi ed esperienze unite ad una pratica organizzativa di tipo democratico che riconosce ai bambini e alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze la capacità di decidere individualmente e in gruppo come, quando, che cosa, dove e con chi imparare e la capacità di condividere in modo paritario le scelte che riguardano i loro ambiti organizzativi.

L’educazione libertaria fonda la relazione educativa adulto-bambino sul riconoscimento di tali capacità quali mezzi per lo sviluppo dell’autonomia e della libertà di scelta dei bambini.

Il contesto da noi privilegiato per la messa in opera di principi e pratiche democratiche così intesi è la scuola.

I BAMBINI E LE BAMBINE, I RAGAZZI E LE RAGAZZE

I bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze sono sempre portatori di esperienze, competenze e inclinazioni dotate di valore.
Al bambino viene riconosciuta piena capacità di scegliere. Questa si concretizza nella opportunità di decidere su contenuti e metodi del proprio apprendimento e nella partecipazione paritaria alle attività che regolano la scuola. Partendo dall’espressione delle proprie necessità (conoscitive, pratiche) il bambino ha la possibilità di sperimentare nei propri tempi e modi le conseguenze delle proprie scelte e la relativa assunzione di responsabilità. In questo modo egli  acquisisce consapevolezza di sé nel mondo e cresce nella capacità di autostima ed autovalutazione. L’apprendimento nelle scuole democratiche e in tutti i contesti educativi di tipo libertario comprende lo sviluppo di ogni talento e capacità della persona in modo armonico e integrale. Nella convinzione che ogni frammento di conoscenza possa essere sempre generato e ri-generato soltanto a partire dalle necessità del bambino, l’educazione libertaria riconosce l’ubiquità dell’apprendimento e rinuncia all’idea di trasmissione di un sapere precostituito. Il processo educativo libertario pone al centro la persona nella sua interezza, compresi i suoi organi sensoriali e il corpo nel suo insieme, da qui la possibilità del bambino di vivere la totalità degli spazi della scuola.

L’EDUCATORE-ACCOMPAGNATORE

L’educatore-accompagnatore ha il compito di affiancare il bambino in un comune processo di indagine/scoperta/creazione che è alla base del conoscere.
L’educazione libertaria riconosce nell’esperienza pregressa dell’educatore-accompagnatore e del bambino e nelle domande di quest’ultimo il patrimonio attraverso il quale può essere generata nuova conoscenza.  Adulto e bambino sono sullo stesso piano come persone, ma la loro diversità è riconosciuta come fondamentale e dà luogo a diversi ruoli nel processo di apprendimento.
Bambino e adulto possono definire dei progetti di apprendimento condivisi. Questi sono calibrati sulla base degli  interessi e capacità dei bambini. Gli obiettivi concordati contengono una parte di saperi tecnici da utilizzare come strumenti di lavoro. Lo sviluppo ulteriore dell’apprendimento è guidato dalle domande spontanee poste dai bambini. L’adulto lavora sulla capacità di sostenere le energie espresse  facendosi “neutro”, privilegiando l’ascolto, offrendo delle opportunità di indagine ai bambini, traendo profitto dall’incidentalità dell’apprendimento e favorendo un impegno interessato, stimolato da esperienze concrete e supportato da dinamiche di mutuo aiuto tra i bambini.  L’educatore-accompagnatore incarna un approccio al processo del conoscere che valorizza fatica e riflessione critica per raggiungere i risultati e riconoscere gli errori.  Gli “errori” vengono identificati come opportunità in un comune processo di riflessione  e rielaborazione al fine di favorire l’autocorrezione. L’educatore-accompagnatore ha cura di stimolare nel bambino il processo ricerca, autoapprendimento e autovalutazione.

IL PROCESSO DI VALUTAZIONE

Il processo di valutazione è focalizzato sul raggiungimento degli obiettivi conoscitivi concordati e sui risultati ottenuti;  fa leva in primo luogo sul confronto e l’autovalutazione e non implica in nessun caso un giudizio sulla persona,  centrando l’attenzione sulla valutazione del processo di apprendimento. In tal modo il bambino e l’educatore-accompagnatore sono coinvolti in una valutazione reciproca: entrambi hanno l’opportunità di valutare qualità ed efficacia del lavoro svolto.

La relazione adulto-bambino nella scuola libertaria è fondata sul rispetto reciproco.  L’autorevolezza che scaturisce dall’esperienza pregressa e dalla capacità di relazione dell’educatore-accompagnatore non giustifica un atteggiamento manipolatorio volto ad indurre nel bambino qualsiasi forma di dipendenza dal giudizio dell’adulto. Particolare attenzione è posta nell’apprezzamento di risultati come compimento di percorsi, favorendo così il piacere del fare.

La scuola libertaria garantisce la possibilità che i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze censurino il comportamento degli adulti: il bambino può scegliere l’insegnante e, in generale, segnalare le situazioni in cui è venuto a mancare il rispetto ricorrendo alle istituzioni democratiche della comunità scolastica preposte allo scopo.

LA SCUOLA

La scuola libertaria è uno spazio aperto in cui un insieme di relazioni finalizzate ad uno scopo educativo e di apprendimento vengono organizzate attraverso istituzioni di democrazia partecipata.

Le decisioni che riguardano l’organizzazione, a vari livelli e con varie modalità, e le attività della comunità scolastica vengono prese all’interno di un’assemblea. Ogni membro, indipendentemente da età e ruolo, ha diritto di voto.  Compito dell’assemblea è anche quello di stabilire regole e sanzioni che disciplinano la gestione degli spazi, le responsabilità e i diversi aspetti della vita della comunità e di verificarne, con modalità condivise, l’efficacia.

La scuola, in quanto spazio aperto, si pone in relazione con il contesto esterno: i nuclei familiari, il territorio, il tessuto culturale, economico e produttivo.

L’ADULTO-GENITORE

I nuclei familiari sono i primari interlocutori della comunità scolastica. I genitori sono consapevoli e condividono gli obiettivi, le pratiche educative e le istituzioni che operano in una scuola libertaria. Sono inoltre consapevoli che l’apprendimento è un processo che comprende tutta l’esperienza del bambino e si estende al di là dei confini della scuola.
Sulla base di questi presupposti, i genitori sono chiamati a supportare la crescita del bambino favorendo la continuità tra scuola e casa e supportando le attività della scuola con le proprie capacità.

 

 

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6 Responses to “Manifesto scuole libertarie”


  1. 1 profrossi 19 febbraio 2013 alle 19:35

    Non mi piace affatto questo genere di “scuola”. E’ pura anarchia, e l’anarchia non produce mai nulla di positivo. La democrazia è un sistema di regole, ed imparare ad accettarle, anche quelle che non ci fanno piacere, significa crescere e diventare cittadini responsabili.

    • 2 ggena 21 febbraio 2013 alle 17:51

      L’anarchia è la mancanza di regole nella vita comune: ognuno fa quello che vuole ! Nelle scuole libertarie non è così. Le regole ci sono eccome ma a differenza delle scuole “normali” esse vengono condivise dagli allievi che le stabiliscono insieme agli insegnanti. Poi tutti le devono rispettare , insegnanti compresi. E questo mi sembra sia un educare migliore alla democrazia piuttosto che imporle. La democrazia non è accettare norme decise da altri ma partecipare alla loro creazione .

      • 3 Giovi 23 marzo 2013 alle 16:57

        La mancanza di regole nella vita comune non si chiama anarchia ma anomia.
        Nell’anarchia possono esserci regole che però sono decise e condivise da TUTTI, non decise da delegati o rappresentanti e/o dalla maggioranza come nella democrazia o da uno o pochi “assoluti” come in altri regimi.

    • 4 Giovi 23 marzo 2013 alle 16:47

      Chi ti ha detto che l’anarchia non produce MAI NIENTE di positivo? E come ci hai creduto?
      Ti fidi così poco della capacità dell’essere umano, se cresciuto libero, responsabile e creativo, di autogovernarsi?

  2. 5 Ferdinando 24 marzo 2013 alle 16:04

    Grazie Giovi per la precisazione riguardo all’anarchia e anomia: dialogando si impara.

  3. 6 magazzinaggio 16 maggio 2013 alle 03:17

    Grazie all’autore del post, hai detto delle cose davvero giuste. Spero di vedere presto altri post del genere, intanto mi salvo il blog trai preferiti.


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