Basta compiti a casa?

Vi proponiamo un provocante articolo sul problema dei compiti a casa. Sono passate da poco le feste di Natale ed è ancora fresca l’irritazione di parecchi genitori che in vacanza hanno dovuto fare i conti con moli di pagine da studiare, temi ed esercizi da svolgere per non far tornare a scuola i propri figli in difetto di diligenza. Intanto le statistiche dicono che il 40% degli studenti li copia  e il 30% non li fa proprio. Non darli affatto? Darli senza renderli obbligatori ? O darne semplicemente in modo misurato? Cosa ne pensate gentili lettori?
(Dal sito “La ventisettesima ora- Corriere della sera.it”)

Pare che Bianca faccia molta fatica a seguire la mole di compiti assegnata alla classe. I suoi genitori non sono in grado di aiutarla, lei non porta a termine i lavori e i professori l’hanno già inserita nel gruppo degli studenti che non si impegnano. Ogni giorno che passa Bianca perde terreno, rimane indietro. Nelle prime settimane la ragazzina è stata aiutata dai compagni di classe ma ora questi non possono più, devono studiare a loro volta, al punto che quasi tutte le attività extrascolastiche sono state eliminate.

L’impatto con le scuole medie è stato brutale per tutti: le prime insufficienze hanno svegliato i ragazzi dal clima ovattato della primaria e tra i ragazzi si è instaurato un clima di competizione dove i voti vengono confrontati e chi li ha bassi viene guardato con sufficienza.

Bianca, con le sue difficoltà, è percepita come una zavorra: non viene più invitata a studiare assieme agli altri ed è sempre meno presente alle attività extrascolastiche. «A breve inizieranno le lezioni di recupero» dice la mamma di Bianca «ma mia figlia intanto è stata relegata ai margini.

Io, ammetto, trovo esagerata la mole di compiti assegnata giornalmente. Controproducente, anche: durante gli anni di scuola media della figlia maggiore ho visto ragazzi abbandonare promettenti carriere agonistiche, ridurre le attività sportive e famiglie rimanere in ostaggio dei compiti assegnati per il fine settimana. I compiti pomeridiani – soprattutto la loro quantità – facevano si che le giornate ruotassero attorno ad essi, eliminando quanto poteva essere di intralcio al loro svolgimento. Una vita organizzata per sottrazione, dunque una vita più povera. Ma tra tutti gli aspetti negativi che riconoscevo all’ eccesso  di compiti non ero ancora arrivata a pensare che potessero diventare un elemento di disgregazione sociale

Lo stesso Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza dice meno compiti, più letture. “Non oberare gli studenti di lavoro con compiti che diventano dei veri e propri fardelli per loro e per i genitori ma sostituire con i libri, cibo per la mente, strumenti di crescita divertenti ed appassionanti”».

Annunci

0 Responses to “Basta compiti a casa?”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Cos’è la scuola del gratuito

La “scuola del gratuito” è un progetto pedagogico che si pone come obiettivo un’educazione capace di liberare la scuola e la società dai disastrosi condizionamenti della cultura del “profitto”. leggi tutto

ISCRIZIONI E INFO CONVEGNO 2017

Archivi

Se vuoi contattarci o sapere quando ci incontriamo:

scuoladelgratuito@gmail.com

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 166 follower

Aspettiamo i tuoi interventi!

  • 55,025 visite da Marzo 2009

Convegno Nazionale Scuola del Gratuito Forlì - 30 Settembre-1 Ottobre 2017

Nessun evento in arrivo


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: