Trimestri, quadrimestri o ….niente?

A cosa servono trimestri e quadrimestri? E’ il momento in cui si esprime la cosiddetta “valutazione sommativa”,  cioè il tirare le somme , arrivare a stabilire in modo “oggettivo” sulla base di verifiche a loro volta definite “oggettive” se un allievo sta imparando o ha imparato ( Giugno) in modo coerente agli obiettivi proposti dalla scuola. La reintroduzione della valutazione numerica ad opera del ministro Gelmini (2008) sancisce in modo chiaro il carattere di misurazione  posseduto dalla pagella.

Albert Einstein

Nella logica della produzione tipica della scuola basata sul profitto ciò ha un senso: giudicare la produttività di ciascuno con periodicità perché ci sia tempo e modo di guidarla laddove si vuole. In altre parole mettere i ragazzi di fronte alla propria bravura o somaraggine come unico sprone  allo studio. Senonché  l’educazione non ha nulla a che fare con la logica aziendale,   è un atto riferito a persone e non a cose come pacchi di zucchero o barattoli di piselli. In una scuola basata sulla valorizzazione delle diversità , sui percorsi individuali, sulle intelligenze specifiche, tale tipo di misurazione appare di nessun senso. La pagella è un atto fine a se stesso: gli insegnanti allargano  o stringono i voti con lo stesso scopo, quello di produrre una motivazione al miglioramento estranea al sapere gratuito e appassionato, legata invece unicamente alla mortificazione o al premio.

E se provassimo ad abolire i trimestri e i quadrimestri? Se la valutazione divenisse finalmente un semplice, continuo  cammino di osservazione e accompagnamento, senza fotofinish, senza primi, secondi e ultimi, secondo la pedagogia Montessoriana per cui in educazione non è importante il “prodotto” ma il “processo”? E il processo , a differenza del prodotto, non si può cogliere con un ‘istantanea perché, per definizione, è in continua evoluzione, non ha traguardi temporali  ne scadenza. La logica degli scrutini corrisponde alla cultura della sicurezza, del risultato, falsa e ingannevole, nella quale purtroppo i nostri allievi sono già  inquadrati a partire dalla scuola primaria; di contro  quella fondata sul valore del divenire e sull’ utilità dell’ errore che  rappresenta la realtà  della vita e dell’esistenza.

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La “scuola del gratuito” è un progetto pedagogico che si pone come obiettivo un’educazione capace di liberare la scuola e la società dai disastrosi condizionamenti della cultura del “profitto”. leggi tutto

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