Dodici tesi per una scuola conviviale

 

Ci piace raccogliere contributi di altri e dargli voce sul nostro blog. La ricerca di una scuola diversa, nuova, vera, accomuna molti ed è giusto sostenersi a vicenda quando i percorsi sono condivisibili. L’idea di una “scuola conviviale” è affascinante  e simile , nel senso , alla nostra scuola del Gratuito ma anche a quella di Barbiana, a quella del Freinet e a tutte le scuole che non chiedono solo obbedienza ma offrono un luogo dove sviluppare il senso della comunità, delle relazioni, del pensiero critico, una  motivazione per  imparare e per crescere.  

 

Abbiamo bisogno di ripensare la scuola come una comunità che apprende insieme, aperta a saperi tradizionalmente esclusi, in cui si impara a gestire i conflitti e dove ogni giorno si incontrano contadini, operai, casalinghe, migranti. Una scuola non eurocentrica, che si rifiuta di essere una delle tante agenzie pubblicitarie del capitalismo. Una scuola, per dirla con Ivan Illich, conviviale, un grande laboratorio di critica sociale Vorrei dare il mio contributo alla discussione sulla possibilità di una scuola diversa presentando dodici tesi che costituiscono il nucleo di un libro che sto scrivendo, ed il cui titolo sarà “ La scuola conviviale”.  L’aggettivo conviviale fa riferimento da un lato al Convivio platonico e P1020621dall’altro alla convivialità di Ivan Illich (La convivialità).  Si tratta, in breve, di ripensare la scuola – la scuola pubblica – mettendo al centro due cose: le relazioni, che devono essere aperte, simmetriche, dialogiche, ed il rapporto tra scuola e mondo economico-sociale, che non deve essere di riproduzione, ma di ripensamento critico, alla ricerca di nuovi modelli di sviluppo e di realizzazione umane. Sarò grato a chi vorrà discutere le tesi.

Prima tesi: La scuola conviviale è fondata sul dialogo non solo tra studenti e docenti, ma degli studenti tra loro. Studenti e docenti costituiscono una comunità che apprende, studia, ricerca e cresce insieme.

Seconda tesiLa scuola conviviale fa dunque a meno della relazione asimmetrica tradizionale tra docenti e studenti, ed instaura invece una simmetria dinamica, perché tesa verso la crescita comune. Il darsi del tu è il segno esteriore, ma non superficiale, di questo cambiamento.

Terza tesi: La scuola conviviale è una scuola serena, nella quale gli inevitabili conflitti vengono affrontati con gli strumenti del dialogo e della ragione. La serenità, l’armonia, la bellezza che sono elementi indispensabili di una situazione educativa saranno espressi anche esteriormente nell’ambiente dell’aula.

Quarta tesiLa scuola conviviale è un laboratorio di critica sociale. Questo non vuol dire che a scuola si debbano insegnare concezioni critiche verso il sistema e cercare di formare dei rivoluzionari: ciò sarebbe indottrinamento. Vuol dire, invece, che nella scuola si discute in modo aperto e critico del sistema sociale, economico, assiologico. Il problema del rapporto tra scuola e mondo esterno di risolve così: la scuola è il luogo in cui il mondo esterno viene passato al vaglio della critica. Il sistema sociale ed economico ha una straordinaria pervasività; alla scuola spetta il compito di rifiutarsi di essere una delle tante agenzie pubblicitarie del capitalismo, ed offrire agli studenti visioni del mondo alternative.

 Quinta tesiLa scuola conviviale mette tra parentesi tutti i sistemi ideologici, religiosi, assiologici. Il suo atteggiamento di fondo è la scepsi, intesa come ricerca. Come tale, è rigorosamente laica, anche se non anti-religiosa.

Sesta tesi: La scuola conviviale riflette criticamente su sé stessa in quanto istituzione, configurandosi come meta-scuola.

Settima tesi: La scuola conviviale non si considera l’unico luogo in cui sia possibile un apprendimento reale ed una crescita umana completa. Ritiene, invece, che sia possibile imparare ovunque, e che la scuola sia solo uno dei tanti luoghi di apprendimento possibile.

Ottava tesi: La scuola conviviale è aperta ai saperi tradizionalmente esclusi dalla scuola, anche per ragioni di classe.

Nona Tesi: La scuola conviviale è aperta al contributo di molteplici soggetti. Sa che ascoltare le persone è uno dei modi

migliori per imparare e crescere. E dunque ascolta il contadino, l’operaio, la casalinga, il commerciante,

l’immigrato e così via.

Decima tesi: La scuola conviviale non è eurocentrica, ma guarda con interesse a tutte le culture del mondo. La scuola

conviviale considera criticamente tutti i contenuti culturali, cercando diverse interpretazioni, punti di vista

alternativi, fonti minori.

Undicesima tesiLa scuola conviviale considera il sapere come contributo al bene comune .

Dodicesima tesiLa scuola conviviale si occupa dell’educazione spirituale non meno che dell’educazione intellettuale.

 

 

Antonio Vigilante  pedagogista, direttore scientifico di “Educazione democratica” , insegna Scienze Umane in un liceo di Manfredonia (Foggia)

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