Legge di iniziativa popolare sulla scuola

Pochi forse sanno che giace da anni nei cassetti del parlamento una proposta di  Legge di Iniziativa popolare “per una buona scuola della Repubblica”. Esattamente dal lontano 2006. Prodotta con grande sforzo organizzativo da 120  comitati  di base  con la raccolta di 100.000 firme è rimasta ignorata, diremmo per mancanza di coraggio , fino allo scorso Luglio quando un manipolo di  parlamentari di orientamento politico trasversale l’ha finalmente riproposta alla discussione del Senato ma poi  “spianata”  definitivamente dal rullo compressore della “Buona scuola ” di Renzi. 

Prendendola in esame (  si può scaricarne il testo dal sito http://adotta.lipscuola.it) si possono apprezzare diversi  passaggi significativi su cui è possibile concordare per lo spirito democratico , l’attenzione ai valori educativa  e la centralità della persona:

destinazione alla scuola di risorse non inferiori al 6 % del PIL

-numero di allievi per classe non superiore a ventidue con deroghe a venti in situazioni sociali di forte disagio 

-un solo allievo con disabilità per classe con un massimo di 19 allievi 

autovalutazione delle scuole in cui sono coinvolti tutti i soggetti educativi , insegnanti, alunni, genitori 

-partecipazione degli studenti e dei genitori nella gestione scolastica

-consiglio dei genitori, collegio del personale, consiglio degli studenti anche alle scuole medie.

partecipazione nella progettazione di nuovi edifici scolastici o miglioramento di quelli esistenti di insegnanti, studenti, genitori e personale.

.ripotenziamento dell’orario scolastico e del tempo pieno

spazio alla didattica laboratoriale

biennio comune di orientamento e triennio di specializzazione alle superiori.

Una proposta che aldilà di ogni possibile critica proviene dalla base ed ha proprio per questo un significato importante. Forse è davvero ora di smettere di accettare  riforme piovute dall’alto benché mascherate di democrazia ( appare chiaro il valore demagogico di una  “consultazione” Renziana della base  in  sessanta giorni ) e iniziare a pensare come la vogliamo noi questa scuola, noi che ci lavoriamo ogni giorno, noi che ci mandiamo i figli perché la scuola ci aiuti a farli divenire uomini e donne, noi giovani che nella scuola cerchiamo un futuro migliore.

Anche la Scuola del Gratuito sta elaborando una proposta di modifica del sistema scolastico sulla base della Pedagogia del Gratuito e tra breve ne metteremo a parte i nostri lettori .

Nel frattempo non facciamoci togliere i sogni!!!

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