La matematica si impara rilassati

Facciamo eco ad un interessante articolo di Salvo Intravaia su Repubblica del 23 Febbraio scorso in cui appare chiaro il legame tra ansia e apprendimento scolastico. Una scuola basata sulla competizione, come quella italiana, sembra produrre studenti ansiosi che imparano male la matematica. L’equivalenza “gusto di apprendere” uguale  “riuscita”, per noi che da anni ci battiamo per una motivazione intrinseca allo studio, è scontata. Forse non lo è ancora per tanti insegnanti che continuano ad insegnare attraverso la coercizione dei voti, dei premi e delle punizioni. Non lo è certamente per chi ha il compito di riformare la politica scolastica e crede ancora nell’efficacia della competizione e della meritocrazia.

 

CHI non ha mai provato senso di impotenza a scuola di fronte agli esercizi di algebra o ai teoremi di geometria? Quante volte avete pensato: «Non ce la farò mai a risolverli?» Del senso di frustrazione di fronte alla matematica si è occupato l’ Ocse col focus numero 48 del test Pisa2012, quello che ogni tre anni sonda le competenze in Lettura, matematica e Scienze dei quindicenni di mezzo mondo. Per scoprire, dal confronto con gli altri paesi che hanno partecipato all’indagine, che nelle scuole italiane gli studenti soffrono un po’ troppo davanti a un compito di matematica.

E che i professori dovrebbero cambiare  approccio per ottenere risultati migliori.

Secondo gli esperti dell’ Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nelle nostre classi l’eccessiva competizione fra gli stessi studenti fa salire sopra i livelli di guardia l’ansia da prestazione. E. visti anche i risultati piuttosto deludenti, i docenti dovrebbero aggiornare il proprio metodo di insegnamento per evitare che, come avviene spesso, questa materia diventi la bestia nera dei quindicenni. E lo resti per tuttala vita.

Il titolo della pubblicazione è già un programma: “La matematica ti rende ansioso?”, con tanto di “indice di ansietà” per misurare l’impatto a livello emotivo sugli studenti che penano non poco nella risoluzione dei problemi. L’Italia è uno dei paesi Ocse dove questo indice è più alto: 0,33 nel nostro Paese e appena 0,06 a Singapore, dove i quindicenni locali hanno risultati al top, e 0,22 a Taipei in Cina.

L’indice confronta la probabilità di essere assaliti dall’ansia di fronte ai quesiti di matematica di due studenti di pari livello: il primo in un contesto in cui mediamente i suoi compagni di classe sono più bravi di lui e per questa ragione gli viene richiesto di raggiungerli: il secondo in un contesto dove i suoi compagni sono meno bravi di lui. In Italia, secondo gli esperti dell’Ocse, la probabilità da parte di uno studente di provare disagio è del 33 per cento, una delle più alte tra i 64 paesi presi in considerazione. E al di sopra della media Ocse che si attesta sul 25 per cento.

A spiegare perché tanta competitività risulti deleteria è Francesco Avvisati, esperto dell’organizzazione: «Una delle cause di ansia, particolarmente in Italia, è il confronto con gli studenti più bravi della stessa classe», spiega. «Questo, precisa, avviene meno in paesi come Singapore. Perché? La letteratura scientifica suggerisce che l’ansia si riduce se insegnanti e studenti ritengono la matematica un sapere e un saper fare alla portata di ciascuno (con sforzo e impegno, certo: come un muscolo da allenare), piuttosto che una capacità innata e immutabile». In altre parole, all’estero l’apprendimento della matematica è meno traumatico
e i risultati non tardano ad arrivare. Singapore, dove il livello di ansia tra i quindicenni è tra i più bassi, si piazza infatti ai primi posti nel ranking internazionale delle competenze in matematica. Per questa ragione gli esperti dell’istituto con sede a Parigi sono convinti che «gli insegnanti possono aiutare i loro allievi a cambiare approccio». «Gli insegnanti devono preoccuparsi – chiarisce lo studio del fatto che la maggior parte degli studenti si trova a disagio di fronte alla matematica». Cosa fare dunque? «I docenti che utilizzano metodologie pedagogiche formative con i loro studenti (indicando loro per esempio se lavorano bene e/o quello che devono fare per progredire ) prosegue lo studio li aiutano a essere meno ansiosi». Un approccio che potrebbe essere vincente, visto che nel Pisa, con 485 punti, i quindicenni italiani si piazzano in matematica al di sotto della media Ocse (di 494 punti). dopo il Portogallo e appena sopra la Spagna.

Annunci

0 Responses to “La matematica si impara rilassati”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Cos’è la scuola del gratuito

La “scuola del gratuito” è un progetto pedagogico che si pone come obiettivo un’educazione capace di liberare la scuola e la società dai disastrosi condizionamenti della cultura del “profitto”. leggi tutto

ISCRIZIONI E INFO CONVEGNO 2017

Archivi

Se vuoi contattarci o sapere quando ci incontriamo:

scuoladelgratuito@gmail.com

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 166 follower

Aspettiamo i tuoi interventi!

  • 55,028 visite da Marzo 2009

Convegno Nazionale Scuola del Gratuito Forlì - 30 Settembre-1 Ottobre 2017

Nessun evento in arrivo


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: