La libertà di apprendere

Nella Russia zarista di fine ottocento uno dei più grandi pensatori  moderni , Lev Tolstoj , si interrogava  sul senso dell’istruzione pubblica  e sull’ opportunità  di renderla obbligatoria di fronte ad una realtà europea in cui il  processo  di statalizzazione della scuola avanzava rapidamente. Ritratto con lettera

Conosciuto principalmente come filosofo e scrittore, Tolstoj produsse invece diversi scritti sulla scuola e sull’educazione ispirandosi direttamente al pensiero del grande pedagogista settecentesco J.J. Rousseau. Secondo Tolstoj “ogni progresso della filosofia e della pedagogia consiste soltanto nel liberare la scuola dall’idea di dover insegnare alle generazioni giovani ciò che le vecchie generazioni hanno considerato scienza, preferendo basare l’insegnamento sui bisogni delle giovani generazioni”. Il timore che egli nutriva era quello che l’istruzione statale obbligatoria costringesse i giovani ad un’ acculturazione coatta senza realizzarne una reale e libera crescita come cittadini consapevoli. Un timore divenuto realtà nella incapacità della scuola pubblica ad interferire criticamente con il sistema sociale. Egli sosteneva che l’educazione e l’istruzione devono avere lo scopo di rendere gli uomini capaci di affrontare le situazioni della vita e contemporaneamente  di adoperarsi al loro  miglioramento. A suo parere la scuola obbligatoria non è capace di rispondere alle domande che la vita pone ai ragazzi perché “ la scuola è organizzata non in modo che per i fanciulli sia piacevole studiare ma in modo cha agli insegnanti sia più comodo insegnare ” per cui “ la struttura coercitiva  della scuola esclude la possibilità di ogni progresso”. L’unico criterio pedagogicamente valido  per l’apprendimento e la crescita dei giovani risulta dunque per Tolstoj  la libertà di studio. Nelle scuole da lui stesso fondate tale criterio veniva realmente applicato, prodromo delle moderne scuole di tipo libertario  oggi diffuse a livello internazionale dalla Summerhill in  Inghilterra , alla Kapriol in Germania , alla Escola de Ponte in Portogallo. Esperienze fondamentali nel panorama moderno per la sperimentazione di Pedagogie alternative all’insegnamento di tipo coercitivo   purtroppo ancora oggi dominante nella gran parte delle classi scolastiche d’Italia e del mondo.

E ciò per il  fatto che mentre l’ educazione democratica e cooperativa libera nei soggetti creatività e  cambiamento,  quella guidata  assopisce di fatto lo spirito critico delle  nuove generazioni permettendone una più agevole sottomissione al sistema e la perpetuazione dello stesso. Così i metodi scolastici  a distanza di oltre 150 anni sono rimasti sostanzialmente gli stessi   ; certo i maestri non danno più bacchettate sulle nocche e non mettono i bambini in ginocchio dietro le lavagne ma  le forme di motivazione, di persuasione allo studio e  all’obbedienza, fatti i dovuti rapporti con la cultura e la società attuali,  non si discostano poi tanto, quanto al ricatto morale e psicologico, da quelle in uso al tempo degli zar. La libertà di apprendere è invece l’ideale educativo di una  Pedagogia  rivoluzionaria ed evangelica fondata semplicemente e gratuitamente sulla fiducia nell’uomo , capace di motivare studenti a divenire cittadini responsabili,  di dar vita tra essi all’esercizio reale della democrazia e dell’integrazione  vissute nelle relazioni quotidiane e concrete della vita di classe . L’unica e forse ultima possibilità  per interrompere il circolo tragico e involutivo della Società del Profitto e crescere una nuova generazione abilitata a costruire una realtà migliore per l’uomo.

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4 Responses to “La libertà di apprendere”


  1. 1 consulentepedagogica 2 maggio 2016 alle 17:02

    Ciao trovo interessantivi vostri articoli in quanto sono una Pedagogista e li pubblico anch’ io magari possiamo arricchirci a vicenda. Saluti Vanessa


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