Il normale scandalo dei contributi volontari delle famiglie

Secondo  il dettato costituzionale  (art.34) “l’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita” .

Secondo  molte scuole no. Il  “contributo volontario” a carico delle famiglie da utilizzarsi  per l ‘innovazione tecnologica , l’edilizia scolastica e l’ampliamento dell’offerta formativa  in realtà è usato  in larga parte da gli istituti per  il materiale di consumo, toner e carta per fotocopie, carta igienica, cancelleria,  che altrimenti  verrebbe a mancare. Ma questo non è il problema principale. Il fatto è che in alcuni istituti  tale contributo  risulta  invece obbligatorio  nel senso che o le famiglie lo pagano  o i figli non vengono iscritti.Risultati immagini per immagini dei genitori di fronte alla scuola

Una contraddizione palese ed enorme  eppure normale  in un paese come il nostro dove  l’illegalità non riguarda più solo  i comportamenti individuali ma sempre più spesso quelli degli stessi enti  governativi , che dovrebbero essere i primi ad assicurare il rispetto delle norme . Come mai   a livello di MIUR  non si prende nessun provvedimento in merito? Qualcuno evoca l’invio  di  ispettori ma forse  gli ispettori potrebbero scoprire che le scuole , soffocate  dalla mancanza  di fondi ormai storica, non ce la fanno a stare aperte e offrire  il minimo accettabile  ai ragazzi, senza quel contributo “volontariobbligatorio”. Non sarà mica che la depauperazione operata a livello ministeriale negli ultimi due decenni ha portato le scuole ad “impazzire” per reperire i fondi necessari alla sopravvivenza?  E’ troppo facile incolpare le scuole stando semplicemente a guardare mentre affogano e cercano di attaccarsi a quello che possono (…e non possono), pur di restare in vita. Ciò non giustifica certo il far pagare conti salati alle famiglie per un diritto sacrosanto all’istruzione che deve essere obbligatoria e gratuita ma spiega   perché molte scuole si comportano in tal modo.

Sotto accusa in ultima analisi non possono essere solo  queste ma lo Stato  che ha  il dovere di mettere a disposizione i mezzi  per assicurare il rispetto delle garanzie costituzionali.

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