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Il nostro progetto di scuola (7)

Termina qui la presentazione della nostra proposta di modifica del Sistema Scolastico Nazionale, Abbiamo affrontato numerosi punti critici del sistema scolastico attuale e pensato come, in modo realistico, sia possibile modificarli a partire da ciò che di buona c’è. La ragione per cui abbiamo voluto presentarla sta nel desiderio di offrirla come strumento di confronto e riflessione per vedere se ci fosse la possibilità di intraprendere un cammino comune con insegnanti, genitori, studenti,pedagogisti, associazioni , a cui tale proposta sia sembrata interessante. Siamo a disposizione …….

Strumenti per vivere spazi e tempi nella scuola

Nelle nostre scuole c’è un problema di spazi e di tempi che assume una seria rilevanza pedagogica. Bambini e ragazzi anche di 19 anni in 1,8-1,9 mq a testa per norma, ma in realtà anche meno. La maggior parte delle nostre aule sono dimensionate per classi al massimo di 20 allievi a lezione frontale ma in un sistema scolastico attivo e partecipativo dimensionate neppure per 15 .

I tempi poi sono quelli scanditi da programmi che spesso sono solo residui culturali di una scuola basata ancora sulla trasmissione delle nozioni .  Laddove i programmi  non  esistono più (scuola del primo ciclo) essi comunque continuano a permanere nelle menti degli insegnanti e si  trasformano inevitabilmente in ritmi serrati per i loro studenti. Spazi ristretti e tempi accelerati creano nei giovani il senso di soffocamento legato all’apprendimento e inducono bambini e ragazzi Risultati immagini per immagini aule scolasticheall’evasione dall’aula, reale o virtuale che sia, che comporta sempre e inevitabilmente un disaffezionamento al sapere e alla scuola.

La Pedagogia del Gratuito attenta ai bisogni della persona e alla libertà di apprendimento crede che gli spazi e i tempi debbano essere commisurati ai bisogni degli allievi  e propone soluzioni che vanno in tal senso :

Spazi

  • Ciascuna classe va formata con non più di 20 allievi.
  • Le aule devono essere ampie e illuminate da luce naturale, non inferiori a 50 mq e attrezzabili in angoli di lavoro ( vedere punto 5 “assemblee di classe”)
  • Gli spazi adiacenti ad esse (atri, corridoi, stanze attigue….) devono essere organizzati in modo da permettere l’ampliamento dell’aula stessa per attività varie di gruppo o individuali in autonomia con controllo indiretto (vedere modifica normativa sulla responsabilità civile  punto 4) a distanza da parte dell’insegnante.
  • Per gli allievi della scuola secondaria possibilità di spostarsi autonomamente verso laboratori o altre aule dove li attenda l’insegnante.
  • Possibilità di uscita dalla scuola con un singolo insegnante nell’ambito territoriale circostante e in orario di lezione entro la mezza giornata senza aggravio di responsabilità per lo stesso(vedere didattica attiva punto 1 e responsabilità civile punto 4)

Tempi

  • Personalizzazione dei ritmi sostituendo al programma della classe quello di ogni ragazzo. A partire dalla scuola primaria tale programma viene progressivamente costruito dagli insegnanti con i singoli allievi (vedere punto 5 “ partecipazione degli studenti”), con la possibilità di modificarlo in itinere secondo gli sviluppi della personalità e delle capacità (area di sviluppo prossimale del bambino secondo Vygotskij). Fino al compimento del 1° ciclo , per una migliore individuazione del programma personalizzato vengono ascoltati a livello consultivo anche i genitori (vedere punto 3 “cooperazione con le famiglie- narrazione dei genitori”).

 

Precisazioni finali

La presente proposta di modifica del sistema scolastico nazionale è frutto del lavoro degli insegnanti e dei genitori della Scuola del Gratuito. Si è partiti con l’idea di suggerire al mondo politico idee innovative e attendibili  in quanto sostenute da studi ed esperienze scientifiche che fanno riferimento a nomi importanti nazionali e internazionali della psicopedagogia del passato e del presente. Allo stato attuale, tuttavia, non si è intravista l’opportunità di presentarla ad una politica che dimostra di essere completamente sorda a cambiamenti quali quelli da noi auspicati. Il suo linguaggio e la sua articolazione non sono stati  pertanto adattati  allo stile normativo ma mantengo quelli più consoni alla pedagogia e alla comprensione di chi vive ogni giorno la realtà della scuola. Abbiamo pensato che essa potesse comunque essere  il mezzo per dare forma a idee ed esperienze che hanno già dimostrato la loro validità in fase sperimentale, immaginando  una nuova realtà realizzabile a partire da quella che c’è, la scuola pubblica, quella in cui  i nostri insegnanti e  genitori si impegnano quotidianamente. Per riuscire a cambiare occorre immaginare e progettare un modello nuovo  capace di utilizzare quanto di buono c’è in quello esistente senza demolirlo completamente, una scuola verosimile e possibile per la nostra realtà sociale.  La nostra proposta è un documento aperto, un progetto in divenire  offerto all’attenzione e al contributo di ogni insegnante, genitore e studente che si riconosca nei principi della Scuola e della Pedagogia del Gratuito e che voglia aiutarci a costruire, a partire dalla base, un futuro migliore per il  sistema educativo e formativo del nostro Paese. Le difficoltà di affrontare un sistema scolastico che sta procedendo in direzione opposta sono grandi ma non devono indurci a rinunciare; è importante , aldilà dei risultati immediati, conservare in seme ciò che nel futuro prossimo potrà germogliare. La forza delle idee è lenta ma produce cambiamenti  profondi  e impensabili al momento. Vale la pena di scommetterci.

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Il nostro progetto di scuola (6)

Strumenti per la partecipazione degli studenti

L’organizzazione della scuola attuale  è interamente in mano ai soggetti adulti. Dalle scelte didattiche a quelle educative,  a quelle funzionali ed economiche tutto fa capo ad insegnanti, personale, dirigenti e in misura minore ai genitori. Gli allievi occupano ruoli sostanzialmente passivi o subordinati e ciò produce il fenomeno della scarsa responsabilizzazione degli stessi nel rapporto con le cose e le persone . Studenti responsabili oggi significa avere cittadini responsabili  domani ma per avere studenti responsabili occorre una scuola che dia loro fiducia. Se ciò avviene raramente è in parte per un radicato pregiudizio che vuole che più gli studenti vengono lasciati liberi di iniziativa maggiormente difficile diventi la loro gestione ma anche perché una scuola gestita dall’alto conviene di più  allo “status quo”  del sistema.Risultati immagini per immaginii assemblee studenti

Le nostre ricerche ed esperienze ma ancor più gli studi di tanti pedagogisti    dicono che la responsabilità cresce in misura della fiducia attribuita. Se si vogliono far comprendere ai giovani  certi valori non servono ore di lezione ma il loro coinvolgimento attivo. Se si vuole educare alla democrazia o alla cooperazione occorre educare nella democrazia e nella cooperazione. Non servono lezioni di democrazia ne lezioni di cooperazione, la democrazia e la cooperazione vanno costruite nella vita di classe e di istituto e ciò non si può fare senza coinvolgere attivamente i giovani stessi. Per realizzare ciò è necessaria a nostro avviso la strutturazione di alcuni momenti scolastici istituzionali:

  • Costituzione di un’assemblea generale di studenti e insegnanti da svolgersi ogni due mesi sin dalla  primaria in forme adattabili al grado scolastico (diverse modalità di gestione e di  direzione dell’assemblea, diverso livello negli ordini del giorno e nelle scelte…. ) per discutere l’andamento della scuola , i problemi da risolvere, proporre regole, attività, uscite e visite, adozione testi , formazione commissioni, possibili cambiamenti.

 

  • Avviamento in ogni plesso di commissioni miste di studenti ed insegnanti al fine di  ideare e organizzare progetti educativi . Nella scuola primaria e secondaria di primo grado esse saranno composte da rappresentanti nel rapporto di 5 studenti per 1 insegnante e si occuperanno  di tematiche di più spiccato interesse giovanile ( ad esempio l’ambiente, la pace, le visite di istruzione, i giochi e le attività sportive, le feste etc….). Tali commissioni verranno costituite nell’assemblea generale e saranno diverse da quelle a cui partecipano i genitori in modo che  bambini e ragazzi non vengano influenzati nella loro libertà di ideazione e di espressione. Nelle scuole secondarie di secondo grado  tutte le commissioni saranno invece rappresentate in modo paritario da insegnanti, studenti e genitori.

 

  • Indizione di assemblee di classe ogni mese sin dalla primaria per affrontare i problemi che nascono nel gruppo classe, stabilire regole ritenute necessarie, dividere incarichi organizzativi, concordare la disposizione e l’arredo della stanza (per cui l’amministrazione dovrà fornire e/o concedere i materiali richiesti, ad esempio tavoli al posto di banchi e cattedra, mensole, armadietti, computer, disposizione di piante etc..) decidere attività e progetti a cui partecipare, proporre la visita di istruzione etc….

 

  • Possibilità per ogni studente di incontrare individualmente i propri insegnanti con frequenza di un’ora bimensile allo scopo di creare relazioni di aiuto, occasioni di chiarimento e programmazione concordata del percorso didattico personale.

 

  • Costituzione di una segreteria studenti a partire dalla scuola secondaria gestita interamente da studenti eletti annualmente nell’assemblea generale in numero congruo ai compiti affidati che potranno consistere nelle informazioni agli studenti che si iscrivono, nella risoluzione di semplici problemi organizzativi per i nuovi delle prime classi, nella distribuzione di moduli per la partecipazione a progetti ,nel segnalare ai riferimenti adulti o all’assemblea situazioni o problemi particolari di studenti e altri incarichi a seconda del grado scolastico interessato. Tale segreteria potrà gestire un fondo assegnato dal consiglio di Istituto per spese inerenti la propria funzione.

A livello di scuola primaria sarà prevista la realizzazione di un progetto   di tutoring nei confronti delle classi prime. In tale progetto saranno coinvolti direttamente gli studenti delle classi quinte allo scopo di aiutare i compagni più piccoli ad orientarsi nei tempi e negli spazi ( ricreazione, orari delle lezioni, avvisi….)  nell’uso delle strutture (sistemazione della classe, uso dei laboratori, biblioteca…..), nei rapporti con gli insegnanti, il personale e i compagni (comportamento durante le uscite, risoluzione di conflitti…..).

 

 

 

 

Il nostro progetto di scuola (5)

Non può esserci una scuola pedagogicamente attiva se non si forma una comunità educante nella quale gli insegnanti  possano trovare un aiuto per la loro azione in classe. Un insegnante solo è un insegnante demotivato che finisce per essere istruttore della propria materia . Un insegnante caricato di responsabilità finisce per demotivarsi  perché gli viene resa difficile ogni azione didattica ed educativa stimolante. Occorre rinnovare le equipes pedagogiche  finalizzandole alla gratuità educativa.

Strumenti per la formazione e la motivazione degli insegnanti

Gli insegnanti sono sempre stati, e lo sono ancora, il cuore propulsivo della scuola. Nonostante i tagli di mezzi e finanze essi sono riusciti a mantenere la scuola ad un livello accettabile spendendosi spesso gratuitamente anche in ruoli non propriamente specifici, sostituendo in parte famiglie e servizi assenti, sopperendo con proprie risorse alle mancanze dell’amministrazione , sopportando il peso di  una burocrazia sempre più invadente. Il rischio palpabile tuttavia è quello di una progressiva e lenta demotivazione generata dalla presa di coscienza dell’ indifferenza politica , condita a volte dal sapore della diffidenza, nel  fornire gli strumenti utili al proprio lavoro.Risultati immagini per immagini di equipe di insegnanti

Una nuova scuola, all’altezza di questa società complessa, non può fare a meno di insegnanti ben motivati a svolgere il loro lavoro formativo ed educativo. Non si intende qui alludere alla retribuzione che pure deve essere giusta e ben proporzionata ai carichi di lavoro e neppure alla tanto enfatizzata meritocrazia. Noi crediamo che la monetizzazione dello slancio educativo non migliori la motivazione degli insegnanti ma anzi la peggiori e la distrugga perché introduce uno stimolo individualistico in un ambiente, quello educativo, per sua natura non individualistico ma comunitario. Crediamo invece che la motivazione degli insegnanti possa crescere in misura della soddisfazione, del piacere di svolgere un ruolo nella crescita e nella  maturazione dei giovani, nel desiderio di migliorarsi professionalmente, nella realizzazione di una comunità educante che dialoga . Sulla base di quanto detto  indichiamo alcuni passi per noi necessari affinché ciò avvenga:

Creare la possibilità per gli insegnanti di svolgere ricerca di base in contatto e in collaborazione  con ambienti  accademici universitari secondo la metodologia della ricerca-azione. L’effetto motivante per gli stessi e la ricaduta didattica ed educativa sugli studenti è notevole:

  • Il contatto con l’ambiente della ricerca accademica è stimolante e migliora la professionalità.
  • Possibilità di pubblicazione e di scambio di esperienze tra insegnanti.
  • Flessibilità della didattica, capacità di adattarla a specifici gruppi classe e scuole.
  • Apertura delle classi ad esperienze diverse e promozione del lavoro di equipe tra insegnanti.
  • Osservazione e formazione reciproca degli stessi .
  • Il ritorno dei benefici in classe e il miglioramento della qualità del lavoro fa crescere il gusto di insegnare.
  • L’insegnante riesce ad autovalutare il proprio lavoro  su basi oggettive, scientifiche.

 

Corsi di formazione per gli insegnanti a spese dell’amministrazione e di alto livello , con dispensa dal servizio. Se l’insegnante svolge ricerca-azione può essere dispensato dal servizio come relatore in convegni o periodi di collaborazione con l’Università o altri enti di ricerca anche all’estero (periodi sabbatici), nei limiti che non nuocciano all’attività educativa e didattica in classe.

 

Prevedere in orario di servizio momenti settimanali di programmazione e scambio tra insegnanti allo stato attuale presenti solo a livello di scuola primaria ma necessari anche più nella scuola secondaria dove le problematiche legate alla crescita dei ragazzi possono acuirsi e creare nodi educativi da risolvere insieme contestualmente al loro nascere. Lo scopo è quello di passare da un insieme di insegnanti che si trovano a spiegare le proprie discipline in una stessa classe ad un’equipe pedagogica che cerca di costruire una comunità educante.

 

Alleggerire la responsabilità civile degli insegnanti sugli allievi particolarmente nel primo ciclo perché siano indotti a praticare  una didattica più attiva e interessante maggiormente basata sui laboratori, sul contatto con l’esterno, a creare un rapporto di fiducia e responsabilità con gli stessi e aiutarli a crescere più sicuri e autonomi. La “pedagogia dello  stai fermo e stai zitto”  non invoglia i ragazzi alla scuola e al sapere ma è l’unica, con le attuali norme, che permette agli insegnanti di tenere sotto controllo le classi riducendo il proprio rischio professionale.

 

 

 

 


Cos’è la scuola del gratuito

La “scuola del gratuito” è un progetto pedagogico che si pone come obiettivo un’educazione capace di liberare la scuola e la società dai disastrosi condizionamenti della cultura del “profitto”. leggi tutto

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