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Gestire la classe in modo cooperativo e democratico

E’ il titolo di uno dei gruppi di lavoro  che hanno animato il recente Convegno della Scuola del Gratuito . Un gruppo di lavoro estremamente interessante  dal quale  sono emerse  prassi cooperative e Gratuite illuminanti per qualsiasi insegnante si ponga sul percorso alternativo alla Scuola del profitto. Eccone dunque le principali focalizzazioni.

Occorre ripartire dai valori educativi di base: lo stare insieme in classe comporta la scelta del dialogo con i bambini o i ragazzi e la scelta di rallentare la corsa al programma. Comporta anche la capacità di resilienza, cioè superare la delusione e la mancanza di speranza nel cambiamento  per rimettersi in un cammino di trasformazione della propria professionalità e della scuola più in generale.

Mentre nel percorso scolastico superiore gli studenti sono rappresentati in seno agli organi collegiali ed hanno perciò la possibilità di incarnare (seppure limitatamente) la responsabilità della democrazia, nei percorsi inferiori ciò può avvenire solo grazie alla scelta di docenti che credono a tale valore e lo mettono tra le loro priorità educative. Uno dei primi passi verso la responsabilizzazione e la democratizzazione delle classi è quella del patto educativo con gli allievi. Esso può partire da singoli insegnanti ma deve avere come scopo quello di coinvolgere l’intero consiglio di classe o anche meglio l’intero istituto. Dal patto educativo scaturisce la concretizzazione  della classe democratica attraverso la cooperazione che ha come momenti rappresentativi il lavoro autonomo in gruppi e la suddivisione di responsabilità e di incarichi . Alcuni esempi di responsabilità affidate agli studenti e già attivati in diverse realtà scolastiche sono  gli alfieri o aiutanti con il compito di svolgere un aiuto nelle cose organizzative della classe, gli ecologisti che si occupano della differenziazione dei rifiuti e del risparmio energetico nell’aula, i ricreativi che organizzano momenti di socializzazione, i guardiaparco  “sentinelle” attente alle relazioni  che segnalano possibili conflitti imminenti, i blogger che raccontano on line la vita di classe, i cassieri che tengono una cassa  finanziaria per piccole spese comuni , controllori delle firme sugli avvisi, bibliotecari, postini etc….. Un importante strumento segnalato è  il Consiglio di cooperazione in cui insegnanti e studenti discutono per trovare soluzioni migliorative e venire incontro alle esigenze dei ragazzi. Democrazia significa infatti saper scegliere insieme e  il metodo del voto a maggioranza va tenuto come estrema risorsa a favore invece del metodo del consenso ossia della discussione approfondita nel tentativo di raggiungere una giusta mediazione tra le diverse proposte. Le difficoltà ad attuare una classe democratica non mancano  e non dipendono unicamente dalla volontà dell’insegnante. Ogni educatore sa che la presenza di ragazzi che assumono il ruolo di leader negativi può minare profondamente il tentativo di democratizzazione. La soluzione indicata è la contagiosità del metodo cooperativo e democratico che si ottiene con la perseveranza nell’uso del  metodo stesso , fino a realizzare prassi e modalità  di vita insieme in cui la classe stessa si riconosca.  

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Cambiare la scuola per cambiare il sistema

La scuola del Gratuito, un sogno utopico o una via alternativa? Anche fosse solo un bel sogno  ne varrebbe comunque la pena. Sognare è  rimanere ancorati alle aspirazioni più pure , è resistere all’abbruttimento . Chi non sogna  un sistema migliore non sarà mai neppure capace di realizzarlo; chi è capace di  sognarlo   non lo vedrà  forse realizzato ma potrà    essere ancora un uomo  capace  di  amare, sperare e  lottare.

In realtà l’utopia non è affatto il sogno impossibile, semmai  il motore del progredire umano. Ogni passo avanti dell’umanità ha avuto come generatore qualcuno capace di sognare e di sperare  a dispetto   di ogni apparente impossibilità.

Certo cambiare un sistema divenuto stretto e soffocante, un sistema consolidato e auto replicante come quello attuale  è assai complicato. Non si può  fermare un treno in corsa e senza freni, occorre cambiare binari per portarlo in luogo pianeggiante. La politica non è più in grado di esprimere novità in tal senso, può farlo ormai solo l’educazione. Educare è  stendere nuovi binari per cambiare direzione alla società. Famiglia e scuola sono i due enti primari e insostituibili per il cambiamento e non è probabilmente  un caso che ne l’una ne l’altra  siano socialmente  tutelate e valorizzate all’interno del sistema basato sul profitto.

La famiglia non può fare a meno della scuola così come questa non può educare senza cercare l’unità con la famiglia. Insieme va trovata la strada per crescere nuove generazioni  capaci di trasformare la società competitiva, escludente, violenta in una società del Gratuito.

Il progetto della Scuola e della Pedagogia del Gratuito è nato così, con l’intento di cambiare questa società e questo sistema di vita, buono solo per il dieci per cento del mondo, e di farlo pacificamente assieme ai più piccoli, i veri garanti della Gratuità, coloro che nel sistema del profitto non possono  essere  protagonisti  ma solo vittime. Insegniamo loro a pensare con la loro testa, a stupirsi della bellezza che è in loro, negli altri e nel creato, a vivere il rispetto delle idee e la democrazia nelle ore trascorse insieme , a diventare responsabili attraverso la gratuità della fiducia, a farsi carico dei più deboli, a lavorare insieme  . Insegniamo loro il “noi” dell’aiuto reciproco e delle diversità anziché l’io della competizione e del merito, innamoriamoli al bene comune anziché all’ interesse e al profitto personale, ne faremo persone felici e  l’utopia si trasformerà in città reale.

Continuiamo il Convegno in rete

E’ ciò che accade sempre: terminato l’evento  ciascuno se ne torna a casa con la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di straordinario ma anche con quella di essere di nuovo solo  nel campo di battaglia. Ci si perde di vista  con quelli che hanno condiviso  l’ideale, si prova, al più,  tra speranze e delusioni, a mettere in atto qualcosa di quello che si è imparato in attesa del prossimo incontro, della prossima ricarica. Facendo così tuttavia è conseguente ricavare la sensazione che sia troppo difficile cambiare, è facile lasciarsi andare e rinunciare, relegando il tutto vissuto nell’angolo dei bei sogni.         

Crediamo invece che ci sia un modo per continuare a vivere insieme l’esperienza dell’incontro e dell’incoraggiamento giorno per giorno costituendo una grande rete di comunicazione in cui scambiarci le esperienze, i risultati e i fallimenti, le speranze e le delusioni. Al termine del Convegno della Scuola del Gratuito il 1° di Ottobre abbiamo dunque lanciato la proposta di un gruppo di discussione,  ad oggi già costituito ed operante , per ritrovarci tutti e duecento, ma anche più , in un convegno continuo a distanza. E’ uno strumento pensato per non essere più soli a creare le nostre comunità di classe e che dobbiamo imparare ad usare per mantenere viva la speranza di una scuola nuova, la Scuola del Gratuito.

Invitiamo pertanto tutti voi che ci seguite, che abbiate o meno partecipato al 3°convegno, ad iscrivervi al gruppo Facebook  “Noi della Scuola del Gratuito” , (indirizzo  https://www.facebook.com/groups/1650648475180781/ ), per lasciare le proprie considerazioni,  chiedendo il confronto e se necessario l’aiuto, per diventare sempre più la grande famiglia della Pedagogia del Gratuito.

Un benvenuto fraterno a tutti!

 


Cos’è la scuola del gratuito

La “scuola del gratuito” è un progetto pedagogico che si pone come obiettivo un’educazione capace di liberare la scuola e la società dai disastrosi condizionamenti della cultura del “profitto”. leggi tutto

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