Manifesto della scuola del gratuito

Premessa
La scuola del gratuito nasce all’interno di un dibattito più vasto avviato dalla Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII sulla necessità, oggi, di progettare una società diversa basata su meccanismi alternativi al profitto, alla legge di mercato e al consumismo, una società il cui centro siano le relazioni di Gratuità tra gli uomini.

Il Manifesto della Scuola del gratuito ha origine dai tanti ragazzi che la scuola emargina spegnendone, assieme alle aspirazioni, le tante ricchezze che portano agli altri giovani, alla scuola stessa e alla società tutta.

Vogliamo costruire una scuola in cui ogni persona sia guardata nella globalità dei suoi aspetti costitutivi, fisici, psicologici e spirituali e perciò accolta e valorizzata nella sua originalità; una scuola in cui sia la gratuità ad educare come oggi invece educa il Profitto. Esso si offre ai giovani come unica ragione di impegno e di studio, ( prendere i migliori voti, raggiungere il diploma, cercare un buon lavoro, guadagnare bene, avere successo e potere) formandoli nella falsa cultura dell’individualismo e della solitudine.

Siamo convinti che l’educazione non può che essere Gratuità. Educare significa infatti “sviluppare”, “ far emergere” dalla persona quelle doti e quelle potenzialità che aspettano di manifestarsi.

Le attuali teorie scientifiche confermano che le forme di intelligenza sono numerose e diverse da individuo ad individuo. Nel processo educativo l’unico obiettivo è pertanto che l’individuo possa esprimere ciò che è, ciò per cui è stato chiamato all’esistenza. Qualsiasi altro obiettivo per il quale si tenti di usare dei doni della persona rappresenta un profitto estraneo ed illecito.

Esistono oggi diverse correnti pedagogiche ed esperienze che centrano l’educazione scolastica sul rispetto della persona e sul senso della cooperazione e del dialogo. Ciò che manca loro è forse un respiro comune, un ideale educativo di fondo che le colleghi e le garantisca dai pericoli di strumentalizzazione e di minimizzazione, attraverso un progetto unitario.

La Gratuità ci sembra il valore attorno a cui cominciare a costruire una nuova educazione ed una nuova scuola.

Il Manifesto

  1. La scuola del Gratuito si propone di far crescere, sviluppare, per amore, i doni e le risorse contenuti in ogni persona, secondo il progetto originale e prezioso, unico e irripetibile che la persona stessa contiene, al di fuori di ogni logica di profitto individuale o collettivo su essa. Solo la Gratuità educa davvero perché fa sentire la persona amata e perciò libera di scoprirsi e di essere se stessa.
  2. L’educazione del Gratuito si basa su rapporti di relazione vitale tra le persone. Tali rapporti sono garanzia fondamentale di gratuità e vero metodo educativo. La relazione interpersonale è la premessa indispensabile per una reale integrazione di ogni individuo nella scuola. Senza relazione infatti l’educazione decade a semplice informazione: obbiettivo della scuola divengono i soli contenuti su cui si sviluppano il successo personale e la competizione, strumenti privilegiati del profitto e causa principale di emarginazione.
  3. All’interno della relazione educativa la scuola esige dalla persona l’impegno a sviluppare tutte le sue potenzialità come premessa e condizione per un processo di valutazione teso a promuovere l’individuo.
  4. Il luogo in cui l’educazione del Gratuito sviluppa tali relazioni vitali è la Scuola del Gratuito che si fonda sulle scelte e gli strumenti riportati nelle pagine seguenti, garanti dei principi suddetti.

Nella scuola del gratuito

A)
Gli allievi in situazione di difficoltà costituiscono una risorsa. La risposta alle loro necessità di percorsi, ritmi e relazioni individuali coinvolge, in particolare, la classe che impara a riflettere sui valori, a pensare ai bisogni di ciascuno, a darsi tempi più idonei a tutti per un sapere più profondo. Essi sono i primi artefici della scuola del Gratuito e della Gratuità come valore. Privilegiando i loro bisogni si costruisce una scuola migliore per tutti. Grazie ad essi ogni educatore impara ad accrescere la relazione educativa con ogni altro allievo. L’integrazione di questi allievi è pertanto obiettivo irrinunciabile della Scuola del Gratuito.

B)
La scuola del Gratuito è una scuola che si adegua ai bisogni dell’individuo e pertanto favorisce l’integrazione in ogni situazione educativa. Non esiste più la scuola uguale per tutti ma ciascuno usufruisce di un percorso proprio, adatto a liberare le capacità individuali anche in situazioni di grave difficoltà personale. Non esiste una valutazione uguale per tutti, generatrice di competizione, di esclusione e di falsa motivazione allo studio. Ciascuno ha diritto ad una valutazione rispettosa della propria identità che sia atto educativo di fiducia e di valorizzazione. Nell’ottica della cooperazione e della responsabilità essa assume forme di valutazione compartecipata tra i membri della comunità di classe e di autovalutazione personale. Non esistono ritmi di lavoro e di apprendimento uguali per tutti. A ciascuno viene riconosciuto il ritmo proprio modellato sui bisogni personali

C)
L’insegnante è vero educatore. La sua professionalità va oltre l’istruire i propri allievi. Egli è disposto a condividere il loro stesso cammino facendosi coerente maestro di vita, capace di cogliere e valorizzare i doni e le diversità specifiche. Egli non esercita il potere sui suoi allievi ma lo divide con essi e ciò gli conferisce autorevolezza senza essere autoritario

D)
La classe è luogo di esperienza della gratuità. Si sta assieme e si lavora, educatori ed allievi, non per raggiungere il proprio profitto ma per la passione dell’educare e del crescere. La classe è vera comunità di ricerca e di vita il cui clima è regolato dallo spirito di accoglienza e di cooperazione. Il dono del singolo diviene dono di tutti, il limite del singolo è superato dall’essere insieme.

E)
La “ lezione” è il momento di ricerca della comunità di classe. Essa è strutturata secondo modalità di confronto, di comunicazione attiva e partecipata, di laboratorio, al fine di realizzare un apprendimento cooperativo, perciò più ricco e interiorizzato e garantire l’espressione dei soggetti con maggiori difficoltà attraverso forme proprie di partecipazione. La lezione non obbliga l’allievo ad apprendere ma lo stimola gratuitamente a dare risposte ai suoi bisogni di scoperta e di vita

F)
Le attività svolte rispondono all’interesse degli allievi che partecipano alla scelta e alla programmazione delle stesse. Ciascuna attività è occasione e strumento di crescita delle persone ma sono previsti tempi specifici per lo sviluppo dei rapporti personali e della vita comunitaria.

G)
La famiglia. ente educativo primario, non è cliente della scuola ma sua stretta collaboratrice nell’educazione. La scuola chiede la partecipazione attiva della famiglia ai progetti educativi e alle scelte metodologiche costruendoli e verificandoli assieme nel rispetto dei ruoli specifici. Gli educatori scolastici si pongono in attento ascolto della famiglia recependone anche tutte quelle indicazioni relative agli aspetti affettivi, di sensibilità, di sofferenza, di spiritualità, di solidarietà, di interiorità etc. dei propri figli che alla scuola possono più facilmente sfuggire. Per tali motivi la famiglia ha diritto di partecipare attivamente al processo di valutazione scolastica degli stessi.

H)
Il lavoro educativo degli insegnanti e la collaborazione con le famiglie si avvalgono, come strumento importante di relazione e di risoluzione dei nodi educativi, della consulenza professionale di esperti nel campo psicopedagogico.

I)
Gli educatori scolastici svolgono il loro lavoro in stretta cooperazione in un clima regolato da spirito di accoglienza e stima reciproca. Essi progettano e verificano assieme con continuità le strategie educative relative ad ogni allievo in modo da affrontare con efficacia e tempestività ogni situazione od ostacolo. Essi sono disposti a svolgere un lavoro comune di revisione delle cause e delle conseguenze dei propri metodi e comportamenti.

L)
Educatori e dirigenti cooperano avendo come riferimento comune la centralità e la gratuità dell’educazione. Tale collaborazione è intesa a sollevare gli educatori dai pesi burocratici e dagli impedimenti di ordine tecnico-amministrativo che ne possono limitare la piena espressione delle proprie capacità professionali e dalla fantasia educativa.

M)
La collaborazione tra educatori scolastici e tra scuola, famiglia e servizi sociali è strumento essenziale perché sia garantita la centralità della persona. Laddove il potere di una componente educativa prevarichi sulle altre o si isoli, l’atto educativo è destinato a servire altri scopi, lontani dal bene dell’individuo e della società.

Approfondimenti e indicazioni del manifesto della scuola del gratuito

Il Manifesto della scuola del Gratuito, uscito dal ristretto ambito che ne ha visto la nascita, si presenta oggi come proposta pedagogica innovativa per genitori, allievi e insegnanti di ogni ordine e grado scolastici.
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13 Responses to “Manifesto”


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  1. 1 Cos’è il “Manifesto della scuola del gratuito” « Pedagogia del gratuito Trackback su 22 settembre 2009 alle 13:49
  2. 2 Programmi e valutazioni « Pedagogia del gratuito Trackback su 24 gennaio 2010 alle 19:31
  3. 3 L’insegnante è vero educatore « Pedagogia del gratuito Trackback su 24 gennaio 2010 alle 19:32
  4. 4 La vita di classe « Pedagogia del gratuito Trackback su 24 gennaio 2010 alle 19:34
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Cos’è la scuola del gratuito

La “scuola del gratuito” è un progetto pedagogico che si pone come obiettivo un’educazione capace di liberare la scuola e la società dai disastrosi condizionamenti della cultura del “profitto”. leggi tutto

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