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Nell’emergenza…la Scuola del Gratuito

La scuola del Gratuito, la ricerca e la riflessione vanno avanti anche e soprattutto  in questo periodo di emergenza in cui la scuola appare un po’ allo sbando e insegnanti, ragazzi e genitori si sentono smarriti . Si cerca di fare come si può ognuno con le proprie risorse ma ciò non significa che non occorra stare attenti a ciò che si fa. Ci rivolgiamo soprattutto agli insegnanti che cercano affannosamente la strada di una continuità a distanza con i propri allievi. La scuola del Gratuito si può vivere anche in questa situazione critica. Il pericolo è che sull’onda dell’abitudine professionale non teniamo conto sufficientemente della situazione particolare in cui si trovano i bambini e i ragazzi e le  famiglie e dello strumento debole della lezione a distanza che stiamo usando.Scuole all'aperto, Lucca e Bologna esperienze pilota - Luccaindiretta
Allora per  uno stimolo di riflessione ecco alcuni principi che la Pedagogia del Gratuito ci può suggerire:

La preoccupazione della lezione , dei contenuti da apprendere, del programma da terminare  non possono venire prima delle persone dei nostri studenti. La videolezione è prima di tutto uno strumento di mantenimento della relazione all’interno della comunità di classe. Prima di spiegare sarebbe opportuno guardare se ci siamo tutti, se manca qualcuno ci si chiede il perché, soprattutto se costui o costei è un compagno/a in difficoltà. Ci si da il compito di chiamarlo, contattarlo per capire le ragioni della sua assenza e poter intervenire per aiutarlo/a. Ci si può dare un momento per scherzare , per guardarsi in viso , sentire la voce di tutti, anche se i minuti passano. Ci si informa sulla salute reciprocamente o su come  ognuno (insegnante compreso) sta  vivendo questo momento difficile. Si condividono timori e speranza, strategie di “sopravvivenza”, opportunità insperatamente emerse. Solo dopo aver transitato in qualche modo attraverso la relazione si può iniziare la lezione in stile umano, gratuito,  forse sarà rimasta solo mezz’ora ma ne valeva davvero la pena.

La lezione. Non è detto che a distanza la lezione si debba appiattire sui contenuti teorici. E’ sempre possibile qualche forma di didattica attiva. Si possono far realizzare modelli o esperimenti , creare da se opere artistiche o  musicali,  ricerche di interesse personale da presentare poi ai compagni, tenere grafici dell’epidemia per discutere della sua evoluzione , comunicare in lingua con studenti di altri paesi per confrontarsi su come essi vivono  la situazione….insomma la fantasia  condivisa può fare la differenza. Importante che il nostro modo di insegnare comunichi  ai ragazzi o ai bambini, anche più in questa situazione, che l’oggetto dell’apprendere rimane comunque lo sviluppo della curiosità e della passione verso il mondo e la vita e non il mero accumulo nozionistico.

Si sentono cose che sembrano assurde come lezioni tenute per 5 ore consecutive, o interrogazioni con apposizione di voto ……Quel voto dato è non solo una presa in giro a se stessi come insegnanti ( facile farsi suggerire o leggere dal libro)   ma può essere impugnato e perciò non potrà essere usato realmente. Serve solo come “ricatto” ai ragazzi per “costringerli a studiare” in qualche modo. E’ al di fuori di ogni idea di gratuità e di motivazione dell’apprendimento .  E’ il pensiero negativo sulla persona che ci portiamo dietro e che non cade neanche di fronte all’emergenza umanitaria; un pensiero primordiale che recita: “senza costrizione i ragazzi non studiano”. Diamo loro invece la possibilità di cogliere questa opportunità per usare la motivazione intrinseca, che in classe non sempre si esercita, e divenire così più responsabili di se stessi. E’ nella fiducia che  crescono più responsabili. Quando al mattino ci sono tutti e partecipano questo è già un sintomo di responsabilità.

  I piccoli, i deboli, i più in difficoltà: occorre una cura particolare per essi. Se in classe facevano fatica ora il rischio di perdersi è triplicato. Se in classe vivevano come unica risorsa la relazione e la socializzazione ora il rischio di creare in loro un vuoto relazionale è al 100%. Come insegnanti e come scuola è  necessario attivarsi , contattare le famiglie, coinvolgere i compagni se non si presentano on line. Se ci sono è bello metterli al centro, far loro festa , esprimere la gioia per la loro presenza, coinvolgerli nei modi possibili, lasciando che esprimano in forme proprie (racconto, disegno , creazioni, barzellette….. )  le loro emozioni e i loro pensieri. E se anche comporta perdere minuti o mezz’ore va bene così.

Riflessioni  scontate? Guardandoci un po’ attorno diremmo proprio di no. Soprattutto ora che ci avviciniamo al termine di questo sofferto anno scolastico e le ansie da programma e da valutazione cresceranno esponenzialmente tra insegnanti e dirigenti , temiamo che, eufemisticamente parlando, ne vedremo “ delle belle  “. 

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Il senso della Pasqua è credere nella Resurrezione:

 

quella di una vita futura

ma anche quella della vita presente che siamo

chiamati a trasformare in Bene, in Gratuità.

 

Kataweb.it - Blog - LETTERATITUDINE di Massimo Maugeri » Blog ...

 

Auguri dall’equipe della Scuola del Gratuito

sdg

 

Che non piova sempre sul bagnato

Nel mezzo di una situazione drammatica come l’attuale forse non si poteva fare di più. 85 milioni di euro la cifra stanziata, un po’ in ritardo,  dal Governo par potenziare la scuola on line e soprattutto cercare di dare a chi non ha ancora i mezzi  per connettersi, la possibilità di farlo . Resta tuttavia una grande amarezza: in questa società  chi non ha risorse si trova  in situazione di svantaggio già nella vita normale ma nell’emergenza paga anche di più.  Le carenze della sanità accumulate negli anni  per la depauperazione a cui essa è stata sottoposta sono costate la vita di tante persone che avrebbero potuto essere salvate in presenza di un sistema più efficiente , la stessa cosa in termini di isolamento dei più fragili sta avvenendo nella scuola a causa della sistematica e perdurante  riduzione di fondi .   Lo sbandierato piano di informatizzazione della scuola  ha evidenziato in questo frangente tutto il suo limite.Foto, immagini e foto stock a tema Handicap Kid | Shutterstock

Molte   famiglie  si sono  arrabattate per riuscire ad assicurare ai propri figli la possibilità di proseguire le lezioni on line con un pc spesso condiviso tra più figli, magari  vetusto senza videocamera o con  una linea inadeguata , o con lo smartphone, chi senza una scuola che fosse già predisposta attraverso una piattaforma interna o che avesse una figura di responsabile digitale capace di predisporla in tempi brevi.

Il 90 % degli allievi, dicono al Ministro, in qualche modo ce l’ha fatta. Sarà vero? E comunque il restante 10% ?

Ma il pensiero va soprattutto ai tanti allievi  in situazione di svantaggio che lo svantaggio vedranno aumentare perché per loro, soprattutto per loro,  la scuola in presenza non è davvero sostituibile  . I tanti Pierino della scuola , molto più dei propri compagni, rischiano di sospendere  qualcosa che per loro è vitale e di cui sono portatori attivi: la relazione umana, l’amicizia, il calore di una comunità che ogni mattina si stringe con loro e attorno a loro. Non vanno lasciati soli e non vanno lasciate sole le loro famiglie, vanno messi al centro, vanno cercati se non si presentano  in video, vanno contattate le famiglie , esiste ancora il telefono,  ci si può scrivere delle belle e lunghe lettere  per aiutarsi a sostenere la fatica e la paura del momento , si possono organizzare dei circle time in conferenza attraverso cui  condividere i sentimenti , analizzare , riflettere e  ricercare insieme su ciò che succede per imparare a reagire.

Ciò che invece non si può fare è penalizzare ulteriormente i già penalizzati strutturando, come avviene già in alcune scuole, le videolezioni con lo stesso carico di programmi , di contenuti, di misurazioni e voti, di note e di minacce  trasferiti direttamente dalle aule  alla camerette di casa, come se nulla stesse accadendo, come se questo fosse solo un modo diverso ma  brutalmente equivalente di fare lezione fontale e contenutistica, di disinteressarsi delle persone degli allievi, di  chi soprattutto faticosamente cercava già prima ma anche più ora un appiglio per mantenere il contatto. Un appello soprattutto ai dirigenti e agli insegnanti: facciamo in modo che non piova sempre sul bagnato.


Cos’è la scuola del gratuito

La “scuola del gratuito” è un progetto pedagogico che si pone come obiettivo un’educazione capace di liberare la scuola e la società dai disastrosi condizionamenti della cultura del “profitto”. leggi tutto

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