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Motivare per apprendere

Uno dei laboratori previsti per la domenica mattina nel terzo Convegno della Scuola del Gratuito aveva proprio questo concetto come nucleo fondante; il gruppo di insegnanti, piuttosto nutrito, si è confrontato su come suscitare motivazione intrinseca all’apprendimento.

I filoni che sono stati trattati e sviluppati sono stati diversi, partendo dall’idea che la motivazione è legata a fattori diversi.

Cercando di riassumere quanto emerso:

La motivazione degli alunni parte da noi stessi, non possiamo coinvolgere nessuno se come insegnanti, per primi, non siamo appassionati di ciò che facciamo;

L’importanza della relazione, in un percorso costruito insieme, raccogliendo bisogni man mano che si presentano, cercando di creare empatia, mettendosi in gioco

L’importanza di un’apertura verso l’esterno, creando occasioni in cui gli alunni divengano a loro volta insegnanti rendendoli protagonisti del loro apprendimento e valorizzando le diversità

Creare percorsi alternativi, coinvolgendo i cosiddetti “alunni difficili”, stimolando l’immaginazione e la fantasia, troppo spesso relegate a “cose da piccoli”

Diversificare gli ambienti di apprendimento, per quanto possibile , privilegiando metodologie di tipo laboratoriale

Partecipazione come parola chiave, attraverso conversazioni partecipate, apprendimento cooperativo a piccoli gruppi, evidenziare l’importanza dell’io come parte del noi

Come premesso all’inizio del laboratorio, l’intenzione non era quella, improponibile, di fornire una risposta pronta da usare, ma di condividere riflessioni ed esperienze; da questo, sono nati gli spunti qui sinteticamente riportati.

Ad ognuno il compito, se vuole, di svilupparne uno o più in base alla propria sensibilità e alle possibilità oggettive consentite dall’ambiente di lavoro.

 

Come la Gratuità educativa può sostituire premi e punizioni

Davvero i premi e le punizioni possono essere dei validi strumenti che aiutano l’insegnante nella gestione della classe? Ce lo siamo chiesti in uno dei gruppi di lavoro che si sono tenuti al Convegno della Scuola del Gratuito lo scorso settembre.  Qui sono emerse delle buone domande:

premi e/o punizioni educano veramente o sono piuttosto strategie alle quali, come insegnante, ricorro quando non ho strumenti per far valere la mia autorevolezza?

io, insegnante, in che modo affronto la difficoltà?Risultati immagini per immagini insegnanti autoritari

faccio una analisi delle cause che scatenano il problema?

è indispensabile fare dei distinguo: ma il problema è più mio, cioè dell’insegnante, o del ragazzo?

– il fatto di non saper gestire la difficoltà fa nascere in me un senso di frustrazione? Sono in grado di gestire costruttivamente questo senso di inadeguatezza?

Nel confronto si è cercato di dare delle risposte, sicuramente non esaustive ne risolutive, ma sufficientemente interessanti per porre le basi ad un’ampia riflessione. Una delle chiavi da cui partire è senz’altro un affinamento della capacità di ascolto profondo dei bisogni, non solo dei nostri ragazzi, ma anche di noi stessi.  Un ascolto introspettivo dell’insegnante su quali siano i suoi bisogni imprescindibili, una analisi su di se che metta in luce i propri punti di forza oltre che le proprie fragilità,  può aiutare a vivere in modo più sereno e consapevole la relazione con la classe.

La fatica che ogni docente sperimenta quotidianamente nella gestione di situazioni difficili, può essere sostenuta da un lavoro d’équipe portato avanti con i colleghi. Ci sono casi in cui ci si può servire anche  degli sportelli d’ascolto spesso presenti all’interno delle nostre scuole.  Qui, personale specializzato può aiutarci a modificare la nostra percezione del problema e darci strumenti per poterlo osservare da un’altra prospettiva.   Questo cambio di sguardo può essere davvero arricchente e rappresentare nuovo presupposto per la comprensione dei problemi che sorgono in classe.

A questo punto si può partire per elaborare un patto di regole, condiviso da tutti i componenti della classe, che sia in grado di stabilire degli equilibri di giustizia e di rispetto reciproco.  Un patto comune costituito di norme o indicazioni che ci si è dati tutti insieme, permette che tutta la classe si coalizzi in una sorta di comportamenti virtuosi orientati al benessere della vita di classe.

Di contro, il “ricatto” legato alla concessione di un premio o, peggio, infliggendo una punizione, benché possa sembrare risolutivo nell’immediatezza,  non ha dato prova di vera efficacia  nel lungo periodo ne in termini di apprendimento, ne tantomeno in termini educativi.

 

 

 

 

 


Cos’è la scuola del gratuito

La “scuola del gratuito” è un progetto pedagogico che si pone come obiettivo un’educazione capace di liberare la scuola e la società dai disastrosi condizionamenti della cultura del “profitto”. leggi tutto

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