Approfondimenti e indicazioni del manifesto della scuola del gratuito

PUNTO ” A “

Una scuola e un insegnante per i quali gli alunni in difficoltà costituiscono una risorsa dovranno avere le seguenti caratteristiche:

1. Puntare alla valorizzazione umana degli alunni: se si ha come obiettivo anche la crescita umana ( affettiva, relazionale, sociale, religioso) degli alunni e non solo quella intellettiva, allora l’alunno in difficoltà è una risorsa preziosa. Tutta la classe riflette sulle modalità per aiutarlo e le sceglie.

2. Usare metodi didattici basati sulla cooperazione fra gli alunni, fra insegnante e alunni, e su forme di tutoraggio; infatti sia nel metodo cooperativo che nel tutoraggio si spezza la perversa spirale del profitto, vengono messe in gioco e valorizzate le capacità di ognuno. Inoltre aiutando il compagno in difficoltà ogni allievo migliora il proprio apprendimento. D’altra parte sappiamo che insegnando agli altri in realtà si impara, cioè si rafforzano, si chiariscono, si approfondiscono le conoscenza e le competenze.

3. Essere disposti a rinnovarsi e ad accettare la sfida educativa: c’è molta più soddisfazione nell’instaurare un rapporto educativo con tutti gli alunni specie con quelli in difficoltà, rispetto a limitarsi a chi è già in grado di capire senza problemi.

4. Non avere l’ansia di concludere sempre e comunque il programma ma puntare ad insegnare ad imparare. D’altra parte la scuola deve puntare a lavorare sulle competenze di base, non può sperare di insegnare tutto, il mondo si trasforma troppo rapidamente. Spesso completare il programma provoca l’aver perso una parte della classe e aver svolto un lavoro superficiale; una didattica più lenta che si adegua ai ritmi di chi è più in difficoltà può essere utilizzata per approfondire meglio contenuti e competenze. Gli alunni in difficoltà diventano invece un peso in una scuola preoccupata solo di far acquisire tutte le conoscenze previste.

5. Prevedere la consulenza e la presenza di persone esterne alla scuola che siano di aiuto su certe problematiche specifiche agli insegnanti o direttamente alle classi.

6. Accettare e stimolare il dialogo paritario con le famiglie degli alunni. La presenza di alunni in difficoltà (nomadi, diversabili….) può diventare una risorsa per suscitare il dialogo e la cooperazione con le famiglie. E’ chiaro che non bisogna porre la questione in termini di problema ma di necessità di operare e scegliere insieme per il bene di tutti.

PUNTO ” B “

Una scuola e un insegnante che vogliano adeguarsi ai bisogni dell’individuo favorendo l’integrazione in ogni situazione educativa dovranno avere le seguenti caratteristiche:

1. Affrontare in modo radicalmente diverso il discorso relativo al programma; l’alunno deve diventare il programma: sono le sue capacità ad interagire con le proposte educative, è la sua persona che modifica e modella il lavoro che si svolge, è dalla vita che egli impara. C’è quindi una programmazione per obiettivi generali e un programma che viene costruito continuamente con gli allievi e per gli allievi, costruito e scelto insieme con un patto formativo ed educativo. A tal proposito riteniamo validi “ gli orientamenti della scuola materna” mentre osserviamo che negli altri ordini di scuola purtroppo l’alunno scompare a causa dei “ programmi ministeriali”. Si può lavorare invece per problemi e non per contenuti, puntando a sviluppare le capacità perché ci sono molti tipi di intelligenza.

2. Cambiare di conseguenza l’approccio sui ritmi di lavoro: non si può dividere la clase in gruppi di approfondimento e in gruppi di recupero perché ci sono ritmi di apprendimento diversi ma si può fare approfondimento e recupero insieme purché si usi il metodo cooperativo. Dare tempi adeguati a ciascuno per le prove di verifica: ognuno deve essere messo in grado di dimostrare quello che è capace di fare. Saper utilizzare bene il tempo è importante ma questo obiettivo può essere meglio raggiunto utilizzando il lavoro di gruppo, cooperativo.

Le stesse discussioni, necessarie per decidere e scegliere insieme riguardo alla vita della classe, sono un momento in cui si impara a utilizzare bene il tempo. I tempi stretti generano invece ansia e uno studio mnemonico.

Essere in grado di diversificare continuamente i curricoli per rispettare i singoli allievi, la stessa struttura del sistema scolastico deve essere elastica. Occorre riconoscere le capacità personali come crediti utilizzabili per un lavoro in proprio o per un nuovo indirizzo di studio.

4 Proporre l’abolizione del voto, proporla come cammino di crescita e non imporla. Il voto genera competizione e falsa motivazione allo studio. La presenza del voto distoglie l’alunno dal confrontarsi con i propri errori e lo obbliga al confronto con un giudizio sulla sua persona. La valutazione di una qualsiasi verifica deve dire “ sai fare questo, devi migliorare in quest’altro”, mettendo in evidenza le capacità positive di ciascuno. E’ possibile farlo anche in modo compartecipato.

5. Proporre come verifica finale del percorso educativo non l’attuale esame di stato ma una tesi personale elaborata nel corso dell’ultimo periodo di studio.

PUNTO ” C “

Una scuola in cui gli insegnanti sono veri educatori dovrà avere le seguenti caratteristiche:

1. Tutte le decisioni e le regole dovranno essere condivise e partecipate, mai imposte da parte dell’insegnante, questo per educare concretamente al rispetto, alla convivenza, all’accettazione degli altri, al crescere insieme. In caso contrario si rischia di educare alla prevaricazione e alla legge del più forte.

2. L’autorevolezza dell’insegnante si fonderà su un comportamento coerente e disponibile. Sarà previsto anche il richiamo deciso a quanto scelto insieme ma mai un intervento arbitrario finalizzato ad ottenere da parte degli alunni i comportamenti a lui più utili. Bisogna inoltre precisare che se le regole sono state scelte insieme, tutta la classe vigilerà per il rispetto delle stesse.

3. L’insegnante dovrà essere disponibile ad essere interpellato dai bisogni degli alunni anche al di fuori dell’ambiente scolastico e del tempo scolastico.

4. La professionalità dell’insegnante dipenderà prioritariamente dalla sua capacità di saper cogliere e valorizzare le ricchezze e le predisposizioni di ognuno.

PUNTO ” D “

Una scuola in cui la classe è luogo di esperienza di gratuità dovrà avere le seguenti caratteristiche:

1. L’insegnante dovrà aiutare gli alunni a superare i profitti personali come il voto; in questo sarà molto importante l’appoggio dei genitori. L’insegnante dovrà comunicare alla classe il gusto del crescere insieme e la passione per il lavoro educativo e culturale.

2. Gli alunni saranno aiutati dai genitori e dagli insegnanti ad essere disponibili verso i compagni più in difficoltà anche al di fuori dell’ambiente scolastico.

PUNTO ” E “

Una scuola in cui la “ lezione” è il momento di ricerca della comunità di classe dovrà avere le seguenti caratteristiche :

1. La lezione dovrà avere un compito educativo e non solo istruttivo coinvolgendo la globalità della persona cioè non solo gli aspetti intellettivi e cognitivi ma anche affettivi, psicologici, emotivi. Questi aspetti devono potersi esprimere nel loro linguaggio proprio, ecco perché sarà importante l’uso della musica, della danza, dell’espressione corporea.

2. Se la lezione vuole essere un momento di scoperta e di ricerca e una risposta alle curiosità e ai bisogni degli alunni, deve potersi svolgere frequentemente anche al di fuori dei locali scolastici cioè là dove concretamente si trova l’applicazione e la realtà di quanto si studia. Il lavoro in classe sarà quello della programmazione e della rielaborazione.

3. L’impostazione di fondo della lezione dovrà essere quello di procedere per problemi sia proposti dall’insegnante che prospettati dagli alunni. Attraverso la discussione degli stessi gli alunni apprenderanno i contenuti ma anche impareranno a riflettere, a collegare i vari ambiti del sapere, ad interiorizzare le conoscenze.

4. La lezione non potrà essere soffocata dalla necessità di affrontare tutto il programma. La professionalità dell’insegnante si esplica nel saper individuare gli aspetti irrinunciabili del programma. La lezione non sarà stabilita a priori ma diventerà il momento in cui l’insegnante armonizzerà le richieste e le curiosità degli alunni con gli aspetti irrinunciabili del programma.

5. Una modalità di lezione sarà quella della lezione svolta da studenti sulla base di ricerche e approfondimenti preferibilmente di gruppo.

PUNTO ” F “

Una scuola in cui le attività svolte rispondono all’interesse degli alunni dovrà avere le seguenti caratteristiche:

1. Gli alunni avranno la possibilità di avanzare proposte in merito alla didattica, alle attività, ai temi di discussione, alla metodologia. Ciò andrà sollecitato e favorito da parte degli insegnanti sia in sede di programmazione che di realizzazione.

2. Ci dovrà essere il tempo per i momenti decisionali riguardanti sia le regole interne sia fatti scolastici ed extrascolastici, per i consigli di classe degli alunni, per riflettere su questioni che esulano anche dalle materie specifiche..

3. Fra le varie attività si presterà particolare attenzione a quelle relative a collaborazioni con realtà e persone esterne come associazioni di volontariato ed esperti nei vari settori del sociale.

PUNTO ” G “

Una scuola in cui la famiglia non è cliente della scuola ma sua stretta collaboratrice nell’educazione dovrà avere le seguenti caratteristiche:

1) La partecipazione attiva delle famiglie ai progetti educativi avviene sia a livello di organi collegiali che di commissioni o gruppi di lavoro misti insegnanti- genitori, finalizzati all’organizzazione di attività nelle classi e nell’istituto. Per progetti educativi si intendono anche quelli a carattere didattico quando questi ultimi intersecano comunque la sfera educativa.

In tali contesti i genitori possiedono una reale capacità di proposta progettuale, di verifica e di valutazione delle esperienze.

2) La partecipazione attiva al processo di valutazione dei ragazzi da parte delle famiglie si attua attraverso incontri regolari tra insegnanti e genitori in cui si confrontano i diversi punti di vista educativi e didattici al fine di individuare i problemi e i doni personali, i progressi, i successivi obiettivi individuali, il lavoro da svolgere.

PUNTO ” H “

La consulenza di esperti non deve in alcun modo sostituire il lavoro educativo di cooperazione degli insegnanti e dei genitori ma integrarsi con esso.

PUNTO ” I “

Una scuola in cui educatori e dirigenti cooperano dovrà avere le seguenti caratteristiche:

1. La capacità cooperativa con insegnanti e genitori risulta tanto più efficace e proficua se i dirigenti mantengono una funzione educativa diretta nei confronti degli allievi conservando eventualmente anche l’insegnamento in alcune classi.

2. Insegnanti, genitori e allievi, d’altro canto, collaborano attivamente con il dirigente nella gestione della scuola prevedendo forme di responsabilizzazione e di autogestione ( in particolare degli allievi) in relazione a tutti i settori possibili (verde scolastico, manutenzione e arredo delle classi, pulizia e riciclaggio dei rifiuti, contabilità corrente etc…)

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2 Responses to “Approfondimenti e indicazioni del manifesto della scuola del gratuito”


  1. 1 Manu 3 gennaio 2012 alle 17:43

    Ex Docente, attualmente in formazione in scienze pedagogiche e parallelamente eucatrice in foyer. Mi sono allontanata al mondo della scuola dopo esser stata ripresa da genitori molto ansiosi e preoccupati che se i loro figli non apprendevano abbastanza non sarebbero stati nessuno nella vita. genitori influenti che hanno coinvolto direttore e ispettore…
    Bellissima la vostra proposta ma declinabile nel reale? la mia esperienza dice che puntare su competenze invece che conoscenze viene ostacolato e messo in discussione…a qualcuno d’altro è successo? come ha reagito?
    grazie saluti manuela

  2. 2 Ferdinando 3 gennaio 2012 alle 22:44

    Ciao Manuela, intanto mi dispiace per quello che ti è accaduto. Storie del genere, magari non così drammatiche, accadono in continuazione a coloro che cercano una scuola e una professionalità migliori. E’ colpa dei genitori? E’ colpa della scuola? E’ forse colpa di una mancanza storica e cronica di dialogo?Ho più di trent’anni di insegnamento e sono d’accordo con te che puntare su competenze invece che conoscenze può essere causa di problemi. Occorre una buona dose di sopportazione, di umiltà, di speranza e di testardaggine per andare avanti. Io credo fermamente nel dialogo per risolvere i conflitti.Così come credo che la nostra proposta (ti ringrazio per il “bellissima”) sia realizzabile. Ti invito a vedere il link “esperienze”. Siamo stati invitati a presentare il nostro progetto dalla Preside di una scuola che vuole adottarlo…Non è realtà questa? Grazie per il tuo intervento. Conto di risentirti. A presto Ferdinando


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La “scuola del gratuito” è un progetto pedagogico che si pone come obiettivo un’educazione capace di liberare la scuola e la società dai disastrosi condizionamenti della cultura del “profitto”. leggi tutto

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